venerdì, maggio 30, 2025

Topologia Categoriale e morfogenesi spirituale dell'architettura organica cristiana, di Carlo Sarno


Topologia Categoriale e morfogenesi spirituale dell'architettura organica cristiana

di Carlo Sarno





INTRODUZIONE

La topologia è una disciplina con significati specifici in vari campi, ma il suo uso più comune si riferisce a una branca fondamentale della matematica.

In Matematica
La topologia è lo studio delle proprietà geometriche delle figure e degli spazi che rimangono invariate anche se sottoposti a deformazioni continue, come stiramenti o piegature, senza che avvengano rotture o incollature di punti.
Concetti fondamentali: A differenza della geometria euclidea, che si occupa di misure come lunghezze e angoli, la topologia si concentra su concetti come la vicinanza, la connessione e la forma generale. Un famoso esempio topologico è l'equivalenza tra una tazza da caffè e una ciambella (toro), poiché entrambi hanno un solo "buco" e possono essere trasformati l'uno nell'altro tramite deformazione continua.
Rami: I principali rami includono la topologia generale (o degli insiemi di punti), la topologia algebrica e la topologia geometrica.

In Altri Campi
Il termine viene utilizzato anche in contesti non matematici:
Informatica: La topologia di rete descrive la disposizione fisica o logica dei dispositivi (nodi) e delle connessioni in una rete informatica.
Biologia/Chimica: Si parla di topologia molecolare per descrivere la forma e l'organizzazione spaziale delle molecole, che ne influenza l'attività biologica.
Medicina: In ostetricia, si riferisce all'esame dei rapporti spaziali tra il feto e il canale pelvico.
Psicologia: La psicologia topologica (di Kurt Lewin) ha utilizzato concetti spaziali mutuati dalla topologia geografica per descrivere le relazioni tra l'individuo e l'ambiente psicologico.



TOPOLOGIA

Approfondimento sulla Topologia Matematica 
La topologia è lo studio delle proprietà degli spazi che rimangono invariate sotto omeomorfismi, ovvero deformazioni continue, senza strappi, tagli o incollature. I concetti chiave includono la continuità, la connessione e la compattezza. 

Concetti Fondamentali 
Spazi Topologici: Il concetto di "spazio" in topologia è molto più generale rispetto allo spazio euclideo. Uno spazio topologico è semplicemente un insieme X dotato di una "topologia", che è una collezione di sottoinsiemi (chiamati "aperti") che soddisfano determinati assiomi che definiscono la nozione di "vicinanza" e "continuità" senza l'uso di distanze precise.
Omeomorfismo: Due spazi si dicono topologicamente equivalenti (o omeomorfi) se è possibile trasformare l'uno nell'altro con una deformazione continua e reversibile (un omeomorfismo). L'esempio classico è che una sfera non è topologicamente equivalente a una ciambella, perché la ciambella ha un "buco" che non può essere creato o eliminato tramite deformazione continua.
Invarianti Topologici: Sono proprietà che non cambiano durante un omeomorfismo, come il numero di buchi (genere), la connessione o la compattezza. Sono strumenti potenti per dimostrare che due spazi non sono topologicamente equivalenti.

Principali Branche 
Topologia Generale (o degli insiemi di punti): Si concentra sulle definizioni di base e sulle costruzioni, come gli spazi topologici, le funzioni continue e le proprietà come la connessione e la compattezza. È la base per gran parte dell'analisi matematica moderna.
Topologia Algebrica: Utilizza strumenti dell'algebra astratta, come i gruppi (es. il gruppo fondamentale) e gli anelli, per studiare gli spazi topologici. Converte problemi topologici in problemi algebrici, spesso più facili da risolvere.
Topologia Geometrica: Studia le varietà e le mappe tra di loro, spesso concentrandosi su dimensioni basse (fino a 3 o 4). 

Applicazioni Pratiche e in Altri Campi 
Oltre alla matematica pura, i concetti topologici hanno applicazioni in diverse aree.
Informatica: Topologia di Rete La topologia di rete si riferisce alla disposizione fisica (cavi, computer) o logica (flusso dei dati) dei componenti di una rete informatica. I tipi comuni includono: 
A Bus: Tutti i dispositivi sono collegati a un singolo cavo principale.
Ad Anello: I dispositivi sono collegati in un ciclo chiuso.
A Stella: Tutti i dispositivi si collegano a un hub o switch centrale.
A Mesh (maglia): Ogni dispositivo è interconnesso con molti altri, offrendo maggiore resilienza. 

Scienze Naturali 
Biologia e Chimica: La topologia molecolare esamina la forma spaziale e l'organizzazione delle molecole, inclusa la "topologia circuitale" dei polimeri ripiegati, che ne determina l'attività biologica.
Geografia e GIS (Sistemi Informativi Geografici): La topologia è fondamentale per definire e far rispettare le relazioni spaziali tra gli elementi geografici (punti, linee, poligoni), come garantire che i poligoni adiacenti non si sovrappongano o che le strade si intersechino correttamente. È essenziale per analisi di rete, come la pianificazione dei percorsi su una mappa della metropolitana.



TOPOLOGIA CATEGORIALE

La topologia categoriale è un'area di studio che si colloca all'intersezione tra la topologia e la teoria delle categorie.
Mentre la topologia tradizionale studia gli "spazi topologici" individuali e le funzioni continue tra di essi, la topologia categoriale adotta una prospettiva più astratta, utilizzando il linguaggio e gli strumenti della teoria delle categorie per analizzare le relazioni e le strutture comuni a diverse aree della topologia e, più in generale, della matematica.

Concetti Chiave
L'approccio categoriale alla topologia si concentra su:

Categorie come Oggetti di Studio: Invece di concentrarsi sui singoli spazi topologici, la topologia categoriale considera l'intera "categoria degli spazi topologici" (spesso denotata come Top), i cui oggetti sono gli spazi e i cui morfismi (frecce) sono le funzioni continue.

Funtori: Vengono utilizzati i funtori, che sono mappe tra categorie, per associare a oggetti topologici (come gli spazi) strutture algebriche (come i gruppi fondamentali o i gruppi di omologia), permettendo di tradurre problemi da un dominio all'altro (come avviene nella topologia algebrica).

Proprietà Universali e Aggiunzioni: La topologia categoriale pone grande enfasi sulle proprietà universali e sulle aggiunzioni tra funtori. Questi concetti astratti catturano l'essenza di molte costruzioni topologiche (come prodotti, coprodotti, limiti e colimiti) e offrono un modo elegante e unificato per descriverle.

Fondamenti della Matematica: In alcuni approcci, la topologia categoriale contribuisce a una visione alternativa e più flessibile dei fondamenti della matematica rispetto alla teoria degli insiemi tradizionale, offrendo un quadro per lo studio di strutture matematiche "prive di punti" (point-free).

In Sintesi
Invece di concentrarsi sulla nozione di punto e intorno, la topologia categoriale si concentra sulla nozione di continuità come morfismo fondamentale e studia le strutture e le relazioni che emergono quando si analizzano intere classi di spazi topologici e le loro interconnessioni. Fornisce un potente quadro astratto che unifica diverse branche della matematica.



MORFOGENESI TOPOLOGICA CATEGORIALE

La morfogenesi topologica categoriale non è un campo di studio standard o ampiamente riconosciuto come una singola disciplina unificata con una definizione precisa. Si tratta piuttosto dell'uso di concetti tratti dalla topologia e dalla teoria delle categorie per formulare nuovi approcci e modelli teorici per la morfogenesi, il processo biologico di formazione delle forme e delle strutture negli organismi viventi.
L'interesse in questo approccio nasce dalla constatazione che i tradizionali modelli genetici o puramente geometrici non riescono a spiegare completamente la complessità e l'auto-organizzazione delle forme biologiche.
Ecco come i due concetti si intersecano in questo contesto speculativo:

1. La Morfogenesi Topologica

La morfogenesi topologica si concentra sulle proprietà che non dipendono da misure precise (come lunghezze o angoli), ma dalla connettività e dalla forma generale (la topologia).

Deformazioni Continue: La crescita e lo sviluppo biologico sono processi di deformazione continua dei tessuti (invaginazioni, evaginazioni, piegature, ecc.). La topologia offre gli strumenti matematici per descrivere queste trasformazioni senza strappi, che sono fondamentali nel modellare come un semplice foglio di cellule (epitelio) si trasforma in un organo complesso.

Cambiamenti Topologici: In alcuni casi, avvengono cambiamenti topologici discreti, come la formazione o la chiusura di un "buco" (es. la chiusura del tubo neurale). La topologia fornisce un linguaggio per classificare questi eventi e le loro conseguenze strutturali.

2. L'Approccio Categoriale

L'uso della teoria delle categorie offre un quadro astratto per gestire la complessità e le relazioni tra diversi livelli di organizzazione biologica:

Astrazione e Unificazione: La teoria delle categorie permette di descrivere le relazioni tra i diversi "oggetti" biologici (cellule, tessuti, organi) e i loro processi (segnalazione chimica, divisione cellulare) in modo unificato.

Gerarchie Dinamiche: Il linguaggio delle categorie è adatto per descrivere le gerarchie e i livelli di organizzazione che si formano durante lo sviluppo. Permette di modellare come le regole a livello microscopico (comportamento cellulare) si traducono in forme macroscopiche.

Invarianti e Trasformazioni Naturali: Consente di identificare le proprietà (invarianti) che si conservano attraverso le varie fasi dello sviluppo, e di studiare le "trasformazioni naturali" (nel senso categoriale) che mediano il passaggio da una forma o stato all'altro.

In sintesi
La morfogenesi topologica categoriale non è una teoria consolidata, ma l'applicazione di un approccio metodologico avanzato che tenta di utilizzare la potenza unificante della teoria delle categorie e la flessibilità descrittiva della topologia per comprendere i principi astratti e le leggi che governano la formazione delle forme viventi.
È un'area di ricerca speculativa e interdisciplinare, spesso utilizzata in contesti teorici (come la cibernetica, la biologia teorica e la filosofia della scienza) per sviluppare nuovi modelli qualitativi della dinamica dei sistemi complessi.



TEORIA DEI "PONTI" DI OLIVIA CARAMELLO

La relazione tra questi concetti si basa sul lavoro della matematica italiana Olivia Caramello e sulla sua Teoria dei Ponti (Bridges), che sfrutta la teoria dei topoi per unificare diverse teorie matematiche e, potenzialmente, per modellare processi complessi come la morfogenesi biologica.

La Teoria dei Topoi come "Ponti" (di Caramello)

Olivia Caramello ha sviluppato un approccio innovativo in cui i topoi (singolare: topos), che sono un tipo speciale di categoria con una struttura logica interna molto ricca, fungono da "ponti unificanti" tra diverse teorie o domini matematici, che altrimenti sarebbero scollegati.

L'Idea Centrale: Un topos può essere visto come un "mondo immaginario" o un universo matematico ideale, nel quale diverse teorie possono essere "rappresentate" o "interpretate" in modi differenti. Identificando le proprietà che rimangono invariate in queste diverse rappresentazioni (gli invarianti topos-teoretici), è possibile trasferire informazioni e risultati da una teoria all'altra.

Unificazione e Trasferimento di Informazioni: Questo processo permette una "morfogenesi matematica" (nel senso di formazione di nuove conoscenze) guidata da questi invarianti. I calcoli complessi in un dominio possono diventare semplici nel mondo "immaginario" del topos, e i risultati possono essere ritradotti nel dominio originale.

Relazione con la Morfogenesi Topologica Categoriale
La relazione con la morfogenesi (biologica) è di tipo metodologico e concettuale:

Modellazione della Complessità: La morfogenesi biologica è un processo estremamente complesso che coinvolge interazioni a molteplici scale (geni, cellule, tessuti, organi). I topoi, grazie alla loro capacità di gestire logiche non booleane e di unificare prospettive diverse, offrono un linguaggio astratto e potente per modellare queste complesse relazioni gerarchiche.

Invarianti del Processo: L'approccio topologico categoriale cerca di identificare le proprietà essenziali (invarianti) della formazione delle forme biologiche, indipendentemente dai dettagli fisici o chimici specifici. La teoria dei ponti di Caramello fornisce un metodo sistematico per scoprire e sfruttare tali invarianti, utilizzando i topoi come strumenti per "classificare" e "comparare" diverse descrizioni dello sviluppo.

Un Nuovo Linguaggio: Invece di usare solo equazioni differenziali o simulazioni al computer, l'uso dei topoi offre un quadro logico e geometrico-categoriale per formulare nuove domande e ipotesi sulla morfogenesi.

In sintesi, la teoria dei ponti di Caramello offre un quadro teorico all'avanguardia per l'approccio speculativo della morfogenesi topologica categoriale, fornendo gli strumenti per unificare prospettive biologiche e matematiche diverse in un unico, coerente universo di pensiero.



ARCHITETTURA ORGANICA CRISTIANA

I concetti di morfogenesi topologica categoriale e la teoria dei topoi di Caramello appartengono a un dominio di matematica teorica molto astratta.
La loro interazione con l'architettura organica cristiana è puramente metaforica e filosofica, non tecnica o applicativa.

Interazione Filosofica e Metaforica
La relazione emerge a livello di principi comuni riguardanti la struttura, l'unità, la complessità emergente e il simbolismo:

1. L'Unità e la Totalità Organica (Metafora Categoriale)

Architettura Organica Cristiana: Questo stile (reso famoso da architetti come Antoni Gaudí, che si ispirava profondamente alla natura e alla fede) enfatizza l'integrazione totale tra forma, funzione, materiali e contesto spirituale. La chiesa non è solo un edificio, ma un organismo vivente, un'immagine del Corpo di Cristo, dove ogni parte è essenziale per il tutto.

Concetto Categoriale: La teoria delle categorie si concentra sull'interconnessione tra le parti e sulla conservazione della struttura nell'insieme (la categoria). Fornisce una metafora potente per descrivere un sistema in cui le relazioni (morfismi) sono fondamentali quanto gli oggetti stessi (gli elementi architettonici).

2. La Morfogenesi come Processo Creativo

Architettura Organica Cristiana: La forma dell'edificio "cresce" in modo naturale, spesso prendendo ispirazione dalle forme biologiche (rami d'albero come colonne, nervature gotiche che ricordano le foglie). Il progetto è un processo dinamico, non l'imposizione di una scatola geometrica rigida.

Concetto di Morfogenesi: La matematica topologica descrive come le forme complesse emergono da processi di deformazione continua e auto-organizzazione. Questo risuona con l'idea di un edificio che si sviluppa come un organismo, plasmato da forze spirituali e funzionali.

3. I Topoi come "Universi di Senso" (Metafora Simbolica)

Architettura Organica Cristiana: Ogni elemento architettonico è carico di un profondo simbolismo teologico. L'edificio intero è un "mondo" o un "universo" simbolico che racconta la storia della salvezza, dove luce, spazio e materiali hanno significati specifici.

Concetto di Topos: Un topos è definito da Olivia Caramello come un "universo matematico" capace di interpretare diverse logiche e teorie. Metaforicamente, l'edificio cristiano può essere visto come un "topos" architettonico: un ambiente coerente dove le diverse "teorie" (liturgia, teologia, estetica, funzionalità) si fondono in un'unica realtà simbolica e strutturale.

Conclusione
Non c'è un'applicazione tecnica diretta: non si usano i funtori per calcolare la resistenza di un arco di Gaudí.
Piuttosto, l'architettura organica cristiana e la matematica avanzata dei topoi condividono una profonda ricerca di principi unificanti. Entrambe le discipline tentano, nei rispettivi linguaggi, di descrivere come l'armonia e la coerenza emergano dalla complessità, e come le strutture (siano esse chiese o teorie matematiche) possano conservare un "senso" profondo attraverso diverse trasformazioni.



MORFOGENESI SPIRITUALE DELL'ARCHITETTURA ORGANICA CRISTIANA

La relazione tra questi concetti astratti e la morfogenesi spirituale dell'architettura organica cristiana è profondamente radicata nell'analogia e nella metafora, offrendo un quadro concettuale per interpretare i principi che guidano lo sviluppo sia della forma fisica dell'edificio che del suo significato spirituale.

Si tratta di un'interazione tra:
La Morfogenesi Biologica/Matematica: Come le forme complesse emergono da regole e processi.
La Morfogenesi Spirituale/Architettonica: Come la struttura fisica di un luogo di culto incarna ed esprime una verità teologica.

Il Concetto di Morfogenesi Spirituale nell'Architettura Cristiana
L'architettura organica cristiana, come quella di Antoni Gaudí con la Sagrada Familia, considera l'edificio non come un oggetto statico e puramente funzionale, ma come un organismo vivo che cresce e si sviluppa in armonia con la natura e la fede.

La "morfogenesi spirituale" si riferisce al processo con cui l'architettura:
Imita la Creazione Divina: Utilizza forme naturali (alberi, rami, ossa, conchiglie) come linguaggio strutturale, riflettendo l'opera di Dio Creatore.

Guida l'Esperienza del Fedele: La forma dello spazio (l'uso della luce, l'altezza, la disposizione) è pensata per elevare lo spirito, per muovere il fedele da un mondo terreno a uno spirituale.

È Teologicamente Coerente: Ogni elemento ha un significato simbolico preciso che si integra in una narrazione teologica complessiva.

Interazione con i Concetti Matematici
I concetti di topologia categoriale e la teoria dei topoi di Caramello offrono metafore potenti per comprendere questi principi:

1. La Coerenza e la Totalità (Teoria delle Categorie)
Metafora: La teoria delle categorie enfatizza che le relazioni sono fondamentali quanto gli oggetti.
Applicazione Spirituale: Nell'architettura cristiana, il significato spirituale emerge dalla relazione tra le parti (altare, navate, vetrate) e il tutto (l'edificio come "Corpo Mistico" o "Città di Dio"). L'approccio categoriale offre un modello astratto di questa coerenza sistemica, dove l'integrità spirituale (l'invariante) è mantenuta attraverso le diverse "morfogenesi" (le fasi di costruzione o i diversi stili).

2. L'Invarianza della Forma Essenziale (Topologia)
Metafora: La topologia studia le proprietà che rimangono invariate sotto deformazioni continue (es. tazza e ciambella).
Applicazione Spirituale: La "forma essenziale" della chiesa come luogo di culto rimane invariata (topologicamente equivalente) sia che si tratti di una basilica romanica, gotica o moderna. L'edificio può subire enormi deformazioni stilistiche e materiali, ma la sua funzione e topologia sacra (es. la processione verso l'altare) si conservano. La topologia aiuta a pensare a ciò che è essenziale al di là dell'estetica.

3. I Topoi come "Universi di Fede" (Teoria dei Topoi di Caramello)
Metafora: I topoi sono "ponti unificanti" e "universi matematici" che interpretano logiche diverse.
Applicazione Spirituale: L'edificio sacro è un topos in cui diverse "logiche" coesistono e si uniscono in un'unica esperienza: la logica della struttura fisica, la logica della liturgia, la logica del simbolismo biblico. L'architettura organica cristiana cerca di creare un universo coerente e unificato dove questi strati di significato si interconnettono in modo armonico.

In definitiva, questi concetti matematici non sono istruzioni per costruire chiese, ma offrono un linguaggio di precisione per descrivere l'intuizione profonda che guida l'architetto cristiano: l'idea che la forma, la struttura e lo spirito siano intrinsecamente legati e si sviluppino insieme in un processo organico e unificato.










mercoledì, maggio 28, 2025

Gorizia, una città bella dove si vive la gioia del Vangelo, di mons. Carlo R. M. Redaelli


MONS. CARLO ROBERTO MARIA REDAELLI

GORIZIA, UNA CITTÀ BELLA DOVE SI VIVE LA GIOIA DEL VANGELO
L’omelia dell’Arcivescovo per la solennità dei Santi Patroni di Gorizia, Ilario e Taziano



Anche quest’anno il Signore di dona la grazia di celebrare la festa dei Santi Patroni di questa città: Ilario e Taziano. Patroni non perché persone illustri, uomini di studi, di scienza, di cultura, di impegno sociale, ecc. degni di ricevere il premio che anche oggi verrà assegnato. No: non hanno ricevuto alcun premio, se non la morte a causa di Cristo. Non hanno avuto alcun merito particolare se non quello di aver preso sul serio il Vangelo: “se qualcuno vuol venire dietro di me… Se qualcuno vuole salvare la propria vita…”. Ilario e Taziano hanno dato la vita per il Vangelo. Si può dare la vita solo per qualcosa ritenuto fondamentale e necessario, per un valore più importante di tutti gli altri.

Ma che cosa è questo Vangelo? E’ solo un valore religioso, che dice qualcosa soltanto a chi crede e che giustamente è attaccato alla sua fede fino al punto da dare la vita per essa? Sono quindi patroni che propongono alla nostra città solo valori religiosi? In un certo senso sì, ma che cosa significa l’espressione “valori religiosi”, che cosa vuol dire “Vangelo”?

Possiamo rispondervi facendoci una domanda: se potessimo chiedere oggi a Ilario e Taziano come vorrebbero la città di Gorizia, che cosa risponderebbero? Una città dove tutti vanno in chiesa, dove tutti pregano, dove tutti pensano alla vita eterna, dove tutti sono moralmente ineccepibili in famiglia, sul lavoro, nella società…

Una città dove tutte le sere i giovani si trovano in chiesa a fare adorazione, dove i vecchi recitano tre rosari al giorno, dove ci si confessa una volta alla settimana, dove ogni domenica c’è una processione per le vie del centro, ecc. In poche parole una “città-convento”.

E’ questa la città di Gorizia che i nostri patroni vorrebbero? O è quella che pensiamo che desidererebbero partendo dalla convinzione che la proposta del Vangelo è qualcosa per preti e suore, qualcosa di un po’ grigio, di un po’ triste, di una vita un po’ sempre quaresimale…?

Del resto anche i santi e le sante – ne siamo convinti… – sono personaggi per definizione fuori dal mondo, un po’ strani, al limite funzionali solo al circo mediatico come la “santa” de La Grande Bellezza.

Ma il Vangelo è questo? No, il Vangelo non è una cosa triste, che propone una vita grigia e un po’ ammuffita. E il Vangelo non ha anzitutto e solo l’intento di farci andare in paradiso, vuole invece farci vivere bene qui, una vita bella, piena, gioiosa. Non sarà per caso che papa Francesco abbia intitolato il suo primo documento ufficiale “la gioia del Vangelo”.

Qual è allora la Gorizia che i nostri patroni pensano per noi, loro che hanno dato la vita per qualcosa di bello in cui credevano profondamente? Non una città convento, immersa nel silenzio contemplativo; non una città grigia, scoraggiata e penitenziale, ma una città viva, felice, gioiosa, vivace. Perché il Vangelo è gioia, è felicità, è amore, è dono.

Una città dove, perché no?, i giovani preghino certo qualche minuto ogni sera, ma proprio dalla gioia della preghiera trovino poi la possibilità di vivere momenti belli di gioia, di compagnia, di divertimento; un divertimento sano e non di dissipazione – quasi uno stordirsi per dimenticare il grigiore quotidiano -, un divertimento che coinvolga tutti e non escluda nessuno, un divertimento che dia un’aria giovane e gioiosa alla nostra città. Una ventata di giovinezza e di novità, portata da giovani che “non si facciano rubare la speranza” (papa Francesco), ma siano intraprendenti nel costruire il proprio futuro, nell’immaginare nuovi lavori e nel dare il proprio contributo all’amministrazione della cosa pubblica.

Una città dove gli anziani dicano, certo, il rosario, ma da quella preghiera trovino la forza per non sentirsi esclusi, per non chiudersi nella lamentela o nella malinconia, per dare una mano secondo le loro possibilità.

Una città dove gli adulti vadano a messa alla domenica, ma per comprendere il senso prezioso della vita quotidiana e imparare a trovare la forza per impegnarsi nel resto della settimana nel lavoro, nello studio, nelle relazioni sociali con dedizione, fantasia, capacità di intrapresa, disponibilità a creare qualcosa di bello e di geniale per loro e per gli altri.

Una città dove le giovani famiglie ritrovino la gioia di aprirsi con coraggio alla vita e si sentano sostenute in questo prezioso compito non solo dalla fede nel Dio della vita, ma dalla favorevole mentalità diffusa e dalle strutture della società.

Una città dove, trovandosi molti a messa uniti dall’ascolto della stessa Parola e nutriti della stessa Eucaristia, si impari ad accogliersi tutti nella diversità e nelle preziosità di ciascuno, vincendo vecchi e nuovi pregiudizi, lasciando perdere rivendicazioni e gelosie e beghe da cortile, capaci di collaborare tra credenti nelle diverse fedi e anche tra credenti e non credenti in nome della stessa umanità che tutti ci accomuna.

Una città dove si legga e si mediti di più il Vangelo, ma per imparare a farsi prossimo degli altri, a mettersi a servizio dei più bisognosi, a stare al passo di chi non c’è la fa. Ma anche a produrre cultura valorizzando la presenza delle sedi universitarie e di molti istituti culturali.

Questa, penso, sia la Gorizia che hanno in mente per noi i nostri patroni. Ci diano una mano per realizzarla. La diano a noi credenti, anche generosi e impegnati, ma spesso scoraggiati e delusi. La diano alle parrocchie della città, perché vivano ancora di più una vera comunione anche con diverse accentuazioni. La diano anche a chi, battezzato, non viene più in chiesa, ma crede che valga la pena vivere per qualcosa di bello e, forse, desidera riscoprire in modo nuovo il Vangelo. La diano anche ai credenti di altre religioni, che sono convinti che ci sia Qualcuno per cui valga la pena vivere. La diano a uomini e donne in ricerca, perché non si stanchino di cercare e di sperare.

Quella speranza che deve essere di tutti e che può rendere la nostra città, una città in cui tutti si sentono accolti e valorizzati, in una parola: una città bella dove si vive la gioia del Vangelo.

† Vescovo Carlo




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