Andrew Davey: teologia e società urbana
di Carlo Sarno
INTRODUZIONE
La teoria della teologia urbana di Andrew Davey si concentra sull'interconnessione tra la teologia e la società urbana contemporanea, in particolare nel contesto della globalizzazione e dell'urbanizzazione accelerata. Egli sfida la Chiesa a ripensare la sua missione e la sua comprensione della fede nell'ambiente urbano, che descrive come un luogo di intense dinamiche sociali, economiche e multiculturali.
I punti chiave della sua teoria includono:
Analisi Sociale Integrata: Davey enfatizza la necessità per la teologia urbana di utilizzare strumenti di analisi sociale, inclusi i lavori di organizzazioni come UN-Habitat e teorici urbani, per comprendere le complesse realtà delle città, che includono sia opportunità che sfide come la povertà, l'esclusione sociale e la violenza.
Teologia contestuale e "dal basso": La sua prospettiva suggerisce che la teologia debba essere fatta "dal basso", emergendo dalle esperienze vissute dagli individui e dalle comunità all'interno del contesto urbano. Questo approccio è in contrasto con una teologia astratta o imposta dall'alto.
Missione Trasformativa: La missione della Chiesa, secondo Davey, non è solo evangelizzazione, ma un impegno pratico e trasformativo che affronta le questioni di giustizia sociale, dignità umana e cura del creato all'interno delle città.
Visione Profetica: Davey chiede alla Chiesa di sviluppare un'immaginazione morale e una volontà profetica per affrontare le forze globali che modellano gli spazi urbani, come la creazione di baraccopoli e la sorveglianza, e per resistere a tendenze che minano la dignità umana.
Speranza Urbana: Nonostante le sfide, la teoria di Davey mantiene un tono pragmatico ma speranzoso, vedendo la città come un luogo di potenziali "urbanismi di speranza" (urbanisms of hope) e nuove possibilità per la presenza di Dio in diverse culture e credenze.
Il suo lavoro principale, "Urban Christianity and Global Order: Theological Resources for an Urban Future", funge da testo fondamentale che unisce la teoria urbana contemporanea e la teologia per guidare l'impegno cristiano nel ventunesimo secolo.
LA TEORIA DI ANDREW DAVEY
A livello teologico, la teoria di Andrew Davey si sviluppa attorno a diversi concetti chiave, come delineato principalmente nel suo libro Urban Christianity and Global Order:
La Città come Luogo Teologico Primario
Davey sostiene che la città non è semplicemente uno sfondo neutrale per la missione cristiana, ma un luogo teologico primario dove si manifestano le azioni redentive di Dio e dove esse contendono con le forze del disordine e della disperazione. Egli reinterpreta l'esperienza urbana nella Bibbia, dall'antica Ninive alla Gerusalemme celeste dell'Apocalisse, offrendo risorse per l'impegno cristiano nel contesto urbano del XXI secolo.
Analisi Biblica e Contestualizzazione
Reimmaginare la città biblica: Davey invita a una rilettura critica dei testi biblici per comprendere come le realtà urbane fossero percepite e vissute nelle Scritture, sfidando interpretazioni semplicistiche o negative.
Gesù nel contesto urbano: Analizza la vita e il ministero di Gesù, concentrandosi sul suo incontro con la realtà urbana della Galilea e di Gerusalemme, per trarne implicazioni per i cristiani di oggi che vivono e operano nelle città.
Teologia Pratica e Profetica
Teologia contestuale ("dal basso"): La sua metodologia teologica combina l'analisi sociale con la riflessione teologica e i dati empirici, inclusi i racconti dei residenti delle aree urbane svantaggiate. La teologia non è imposta dall'alto, ma emerge dalle esperienze vissute, enfatizzando il localismo, l'appartenenza e la comunità.
Immaginazione morale e volontà profetica: Davey esorta la Chiesa a sviluppare una forte "immaginazione morale" e una "volontà profetica" per affrontare le dinamiche urbane globali, come la formazione di baraccopoli (slums) globali che ospitano oltre un miliardo di persone. La Chiesa deve resistere alle forze che minano la dignità umana e la cura del creato.
Missione Trasformativa e Giustizia Sociale: La missione cristiana nella visione di Davey è intrinsecamente legata all'impegno per la giustizia sociale e al contestare gli svantaggi strutturali all'interno delle città. Ciò include l'impegno con le teologie dei poveri e delle minoranze e l'uso di un linguaggio inclusivo noto agli abitanti delle città.
L'approccio teologico di Davey è un appello a una fede incarnata e socialmente impegnata, che vede la città come un campo di missione dinamico dove la presenza redentrice di Dio può essere scoperta e attuata in modi nuovi e creativi.
TEOLOGIA DELL'ABITARE
La teoria urbana di Andrew Davey si intreccia strettamente con i concetti centrali della teologia dell'abitare (theology of dwelling), fornendo una prospettiva concreta e applicata su come gli esseri umani vivono e costruiscono le loro comunità negli ambienti urbani moderni. La relazione è di integrazione e specificazione, in particolare nel contesto della giustizia sociale e dell'impegno locale.
I punti chiave della relazione sono:
Dignità dell'abitare: La teologia dell'abitare enfatizza il diritto fondamentale e la dignità di ogni persona ad avere una casa e un ambiente di vita stabili e sicuri. La teoria di Davey traduce questo principio in un impegno pratico nell'affrontare le realtà urbane, come le baraccopoli globali e le questioni abitative, vedendole come sfide teologiche che richiedono una risposta di giustizia sociale.
Creazione di "urbanismi di speranza": Laddove la teologia dell'abitare parla della casa come luogo di presenza e rifugio divino, Davey estende questo concetto all'intera città, promuovendo l'idea di "urbanismi di speranza". Questo significa lavorare per creare spazi urbani che favoriscano la comunità, l'inclusione e la prosperità per tutti, non solo un tetto individuale sopra la testa.
Teologia contestuale e localismo: Entrambe le prospettive valorizzano il "localismo". La teologia dell'abitare si concentra sull'esperienza della fede all'interno dello spazio domestico e della comunità immediata. Davey amplifica questo, sostenendo che la teologia urbana deve emergere dalle esperienze vissute (fare teologia "dal basso") in quartieri specifici, affrontando le sfide concrete di quel particolare luogo.
Resistenza alle forze globali: Davey utilizza la teologia dell'abitare come lente attraverso cui criticare le forze economiche e politiche globali che negano il diritto all'abitare dignitoso per molti, trasformando la missione cristiana in un atto di resistenza profetica contro l'emarginazione urbana.
La teologia dell'abitare fornisce a Davey le fondamenta teologiche per la centralità della casa e della comunità, mentre la sua teoria urbana fornisce il contesto sociale e globale e l'imperativo morale per la Chiesa di agire concretamente sulle sfide abitative e sociali nelle metropoli contemporanee.
ECOTEOLOGIA
La teoria della teologia urbana di Andrew Davey ha una relazione intrinseca e fondamentale con l'ecoteologia (ecotheology), poiché egli vede l'impegno per la giustizia sociale urbana e la cura del creato come due aspetti interconnessi della missione cristiana.
I punti chiave della relazione sono:
Interconnessione tra problemi sociali ed ecologici: Davey sottolinea come i problemi sociali nelle aree urbane svantaggiate siano spesso inestricabilmente legati a questioni ecologiche. La creazione di vaste baraccopoli globali (slums), ad esempio, non è solo una crisi sociale, ma anche una devastante crisi ecologica e socio-economica che richiede una risposta integrata.
Cura del creato come imperativo morale: La sua teoria sostiene che il rispetto della dignità di ogni essere umano e la "cura di tutto il creato di Dio" (care for all of God's creation) sono imperativi morali che la Chiesa urbana deve affrontare con "immaginazione morale e volontà profetica".
Missione integrata: Davey promuove un modello di missione urbana che integra le preoccupazioni per la giustizia sociale e quelle per l'ambiente. La missione non riguarda solo la salvezza individuale, ma la trasformazione olistica delle persone e dei luoghi, inclusa la promozione di un minor impatto ambientale.
Rifiuto dell'antropocentrismo: Sebbene non sia un ecoteologo puro, il suo lavoro si allinea con l'ecoteologia nel criticare un approccio eccessivamente antropocentrico che ignora la creazione di Dio, sottolineando che la gestione dell'ambiente non deve essere solo per il beneficio umano, ma per la gloria di Dio e il benessere di tutta la creazione.
Per Davey, la teologia urbana e l'ecoteologia non sono discipline separate, ma convergono nell'affrontare le sfide poste dalla globalizzazione e dall'urbanizzazione, promuovendo una visione etica che abbraccia sia la giustizia umana che la sostenibilità ecologica all'interno del contesto complesso della città moderna.
TEOLOGIA DELLA BELLEZZA
La relazione tra la teoria della teologia urbana di Andrew Davey e la teologia della bellezza è indiretta, in quanto Davey si concentra principalmente sulla verità e sulla bontà (etica e giustizia sociale) piuttosto che sulla bellezza (estetica) come categoria teologica primaria.
Ecco i punti chiave della relazione:
Priorità Etica sulla Estetica: La teologia di Davey emerge da una tradizione (spesso riformata o evangelica) che storicamente ha dato priorità alla verità della Scrittura e alle azioni giuste (etica) rispetto all'estetica. Il suo focus è sulla lotta contro l'ingiustizia sociale, la povertà e l'emarginazione urbana, questioni che considera prioritarie.
Bellezza come "Sottoprodotto" della Giustizia: Sebbene Davey non neghi che l'arte, la musica e l'architettura possano arricchire il culto, suggerisce che la vera bellezza nell'ambiente urbano potrebbe non essere un obiettivo estetico astratto, ma piuttosto una conseguenza dell'istituzione della giustizia, della dignità umana e della fioritura della comunità.
Prospettiva "dal Basso" e Quotidiana: L'approccio di Davey, che valorizza le esperienze vissute dagli abitanti delle città, si allinea con l'estetica del quotidiano, che estende il concetto di bellezza al di là delle opere d'arte canoniche per includere l'esperienza vissuta in tutte le sue sfaccettature, comprese le interazioni umane e gli ambienti quotidiani. In questo senso, una città giusta e funzionale per tutti possiede una sua intrinseca bellezza morale.
Visione Olistica della Trasformazione: Sebbene non usi esplicitamente il linguaggio della "teologia della bellezza", l'invito di Davey alla trasformazione olistica delle città (sociale, ecologica e umana) implica un desiderio di integrità e completezza che risuona con gli obiettivi più ampi della teologia estetica, che vede la bellezza come un riflesso del divino.
In conclusione, la teologia urbana di Andrew Davey non si oppone alla teologia della bellezza, ma la subordina e la integra in un quadro più ampio dove l'impegno etico per la giustizia e la dignità umana nelle realtà urbane globali è il punto focale della missione cristiana.
TEOLOGIA DELLA CARITA'
La relazione tra la teoria della teologia urbana di Andrew Davey e la teologia della carità (o caritas) è molto stretta e diretta. La carità, intesa in senso teologico come l'amore altruistico di Dio manifestato nell'azione umana, è un motore fondamentale e un'applicazione pratica della visione di Davey per la Chiesa nella città contemporanea.
Ecco come si intersecano:
La Carità come Azione Pratica e non solo Sentimento: Per Davey, la carità non è un semplice sentimento di compassione, ma un'azione concreta e trasformativa. La sua teologia urbana spinge i cristiani a passare dalla teoria alla pratica, affrontando le manifestazioni tangibili di sofferenza urbana (povertà, esclusione, disuguaglianza). Questo si traduce in iniziative di servizio e supporto che sono l'essenza della carità in azione.
Fondamento Etico della Giustizia Sociale: La carità fornisce la base morale e teologica per l'impegno di Davey nella giustizia sociale. L'amore per il prossimo (caritas) richiede di lottare contro le ingiustizie strutturali che creano baraccopoli e marginalità. La "missione trasformativa" che egli propone è essenzialmente un atto di carità su scala sistemica.
Integrazione di Fede e Opere: La teoria di Davey rifiuta una separazione tra la fede spirituale e le opere di carità. L'autentica esperienza di fede nella città si manifesta attraverso l'amore pratico e visibile verso i residenti urbani più vulnerabili.
Visione Olistica e Inclusiva: La carità, nella prospettiva di Davey, deve essere inclusiva. Deve estendersi a tutti gli abitanti della città, indipendentemente dalla loro fede o background, rispecchiando l'amore incondizionato di Dio. La sua enfasi sul "localismo" e sull'appartenenza nasce dalla necessità di applicare la carità in modi culturalmente sensibili e contestuali.
La teologia della carità fornisce l'energia spirituale e l'imperativo morale che alimenta l'intero impianto teorico e pratico della teologia urbana di Andrew Davey. La sua opera può essere vista come un'articolazione sofisticata di come la caritas debba operare nel contesto complesso e globalizzato della città moderna.
L'AMORE DI GESU'
La relazione tra la teologia urbana di Andrew Davey e l'Amore di Gesù (agape nel Nuovo Testamento, che è il fondamento della caritas teologica) è il punto focale e la motivazione ultima dell'intera sua teoria.
La sua teologia non è un esercizio intellettuale astratto, ma un invito a incarnare l'amore radicale di Gesù Cristo nel contesto specifico e impegnativo della città globale.
Ecco i punti chiave della relazione:
L'Incarnazione come Modello: La teologia di Davey si radica nel mistero dell'Incarnazione: Dio si è fatto uomo in Gesù Cristo e ha vissuto, amato e operato in un contesto specifico del primo secolo, con le sue dinamiche urbane e rurali. Questo atto di amore (l'Incarnazione) è il modello per i cristiani di oggi, chiamati a "incarnarsi" nelle realtà urbane con lo stesso amore e la stessa presenza.
Amore di Gesù per gli Emarginati: Gran parte del ministero di Gesù fu rivolto ai "perduti, ai malati e ai peccatori" - le persone ai margini della società. Davey traduce questo in un imperativo contemporaneo: l'amore di Gesù ci spinge a servire e a lottare per la dignità degli abitanti delle baraccopoli, degli emarginati, dei migranti e dei poveri delle metropoli moderne, proprio come fece Gesù.
Compassione Trasformativa: L'amore di Gesù non è passivo, ma attivo e trasformativo. Spinge alla compassione che non si ferma alla pietà, ma che agisce per cambiare le strutture ingiuste che generano sofferenza. La "missione trasformativa" di Davey è un'espressione di questa compassione attiva.
La Chiesa come Segno dell'Amore di Cristo: La urba-ecclesia (sebbene Davey non usi quel termine) è chiamata a essere una comunità che, attraverso le sue azioni di giustizia sociale, carità e cura del creato, rende visibile e tangibile l'amore di Gesù Cristo al mondo urbano, multiculturale e secolarizzato.
In sintesi, l'amore di Gesù non è un'appendice alla teoria di Davey, ma la sua fonte di ispirazione e la sua ragion d'essere, il motore che trasforma l'analisi sociale in azione teologica e missionaria.
ESEMPIO: PROGETTO DI SVILUPPO COMUNITARIO
Un esempio concreto che illustra come la teoria di Andrew Davey si applichi alla realtà urbana, radicata nell'amore di Gesù e nella teologia della carità, potrebbe essere un progetto di sviluppo comunitario integrato in una baraccopoli (slum) in espansione in un paese in via di sviluppo, come Nairobi, Kenya.
Il Progetto Integrato "Betania Urbana":
Immaginiamo una chiesa locale a Nairobi che adotta l'approccio di Davey. Invece di limitarsi a tenere culti domenicali o distribuire occasionalmente cibo, la comunità mette in atto una missione trasformativa:
Analisi Sociale (come Davey propone): La chiesa collabora con gli abitanti locali e le ONG per mappare le esigenze del quartiere: scoprono che l'acqua potabile è scarsa, i servizi igienici sono inesistenti e i giovani non hanno accesso all'istruzione secondaria.
Teologia Contestuale ("dal basso"): I leader della chiesa si siedono con gli anziani e i residenti per capire quali soluzioni desiderano loro, non quali soluzioni gli "esperti" da fuori pensano siano giuste.
Amore di Gesù/Carità in Azione:
Infrastrutture Dignitose (Teologia dell'abitare/Ecoteologia): Con il supporto di partner, la comunità realizza un progetto per l'installazione di punti di accesso all'acqua pulita e bagni pubblici, migliorando significativamente la salute pubblica e la dignità (l'amore in azione per il corpo e l'ambiente).
Istruzione e Opportunità (Giustizia Sociale): Vengono istituiti centri di formazione professionale e doposcuola, fornendo ai giovani gli strumenti per spezzare il ciclo della povertà (l'amore di Gesù che libera dall'oppressione strutturale).
Abitare la Speranza: La chiesa diventa un centro di speranza urbana che resiste alla marginalizzazione, offrendo non solo servizi, ma anche un senso di appartenenza, valore e comunità, incarnando la presenza di Cristo in mezzo alla povertà.
In questo esempio, l'approccio di Davey trasforma la chiesa da un'istituzione religiosa tradizionale in un agente di cambiamento radicale e olistico, guidato dall'amore di Gesù per il benessere completo della città e dei suoi abitanti più vulnerabili.
ESEMPIO: PROGETTO POLICLINICO DI QUARTIERE
Un altro esempio che illustra la teoria di Andrew Davey, applicabile nel contesto italiano, è il Progetto Policlinico di Comunità in un quartiere periferico degradato di una grande città, come Roma o Milano.
Il Progetto Integrato "Porta Aperta":
Immaginiamo che una parrocchia in una periferia urbana con alti tassi di disoccupazione e accesso limitato ai servizi sanitari adotti l'approccio di Davey:
Analisi Sociale: La comunità parrocchiale, lavorando con i servizi sociali locali e le associazioni di quartiere, identifica che i residenti anziani e le famiglie migranti hanno difficoltà ad accedere alle cure mediche di base e soffrono di isolamento sociale.
Teologia Contestuale: Il progetto non viene calato dall'alto, ma nasce dall'ascolto delle storie e dei bisogni concreti degli abitanti del quartiere, integrando la loro esperienza vissuta nella pianificazione.
Amore di Gesù/Carità in Azione:
Servizi Sanitari Accessibili: Utilizzando spazi inutilizzati della parrocchia o un centro diurno, viene istituito un "poliambulatorio di comunità" con medici volontari e infermieri, offrendo visite gratuite o a costo ridotto. Questo è un atto di carità concreto e risponde alla dignità umana (teologia dell'abitare).
Integrazione Sociale e Supporto: Anziché limitarsi alle cure mediche, il centro organizza anche attività sociali, come gruppi di cammino, corsi di lingua per migranti e laboratori, combattendo l'isolamento e creando senso di appartenenza e comunità (un "urbanismo di speranza").
Advocacy e Giustizia Sociale: La chiesa utilizza la sua voce per fare pressione sulle autorità locali affinché migliorino i trasporti pubblici o aggiungano un medico di base convenzionato nel quartiere, affrontando le cause strutturali dell'accesso limitato ai servizi.
Questo esempio mostra come la chiesa locale diventi un agente attivo di trasformazione urbana, guidato dall'amore di Gesù per il benessere olistico delle persone e la giustizia sociale, come promosso da Davey, uscendo dalle mura della chiesa per "stare in periferia".