mercoledì, gennaio 07, 2026

Autenticità Ontologica e architettura organica cristiana, di Carlo Sarno


Autenticità Ontologica e architettura organica cristiana

di Carlo Sarno



Chiesa del Santo Sepolcro, Gerusalemme


INTRODUZIONE

L'ontologia è una branca fondamentale della filosofia e, in tempi più recenti, dell'informatica, che si occupa dello studio dell'essere, della realtà e delle categorie che compongono l'universo.
Ecco una descrizione sintetica suddivisa per i due ambiti principali:

1. Ontologia in Filosofia
In ambito filosofico, l'ontologia è considerata una parte della metafisica. Il suo obiettivo è determinare "che cosa esiste" e come queste entità possono essere raggruppate.
Domande centrali: Esistono solo oggetti fisici o anche entità astratte (come i numeri o le idee)? Qual è la differenza tra una proprietà (es. il colore rosso) e un oggetto (es. una mela rossa)?
Origine: Il termine deriva dal greco òn (essente) e lògos (discorso/studio). Grandi filosofi come Aristotele la definivano come lo studio dell' "essere in quanto essere".

2. Ontologia nell'Informatica e nell'IA
In informatica, l'ontologia non è una teoria astratta, ma uno strumento pratico per rappresentare la conoscenza. Viene utilizzata per definire un insieme di concetti e le relazioni che intercorrono tra loro all'interno di un dominio specifico (es. medicina, finanza o cucina).
Componenti: Si basa su classi (concetti), istanze (oggetti specifici), attributi e relazioni.
Scopo: Permette a diversi sistemi software di "capirsi" condividendo un vocabolario comune. È la base del Web Semantico, dove i dati non sono solo testi ma concetti dotati di significato per le macchine.

Perché è importante?
Descrivere un'ontologia serve a dare ordine al caos. Senza una struttura ontologica, non potremmo classificare il mondo che ci circonda né istruire un'intelligenza artificiale a riconoscere le connessioni logiche tra i dati.



TEOLOGIA CRISTIANA

Nella teologia cristiana, l'ontologia è lo studio dell'essere inteso come derivante da Dio, che è l'Essere sussistente (Ipsum Esse Subsistens). A differenza dell'ontologia puramente filosofica, quella teologica interpreta la realtà alla luce della Rivelazione, vedendo in ogni ente creato un segno della volontà divina.
I pilastri dell'ontologia cristiana si articolano su tre livelli principali:

1. L'Ontologia Tomista (Scolastica)
Basata sul pensiero di San Tommaso d'Aquino, definisce Dio come l'essere la cui essenza coincide con l'esistenza.
Partecipazione: Gli esseri creati non "sono" l'essere, ma "hanno" l'essere per partecipazione da Dio.
Analogia Entis (Analogia dell'essere): Esiste una somiglianza, ma anche una distanza infinita, tra l'essere di Dio e quello delle creature. Questo permette alla ragione umana di parlare di Dio partendo dalle cose create.

2. L'Ontologia Trinitaria
È uno sviluppo moderno e contemporaneo che vede l'essere non come una sostanza isolata, ma come relazione.
Dio come Comunione: Poiché Dio è Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo), l'essere stesso è strutturato come amore e dono.
Reciprocità: L'identità di ogni creatura si realizza pienamente non nella separazione, ma nella relazione con l'altro e con il Creatore.

3. Statuto Ontologico dell'Uomo
L'essere umano occupa un posto unico nell'ontologia cristiana perché è creato a "immagine e somiglianza di Dio" (Imago Dei).
Persona: Il concetto di "persona" nasce proprio per definire la realtà ontologica di Cristo e della Trinità, indicando un essere che è sussistente ma intrinsecamente relazionale.
Unità: L'uomo unisce in sé il mondo materiale e quello spirituale, partecipando a entrambi i livelli dell'essere.

La Prova Ontologica
Nella tradizione teologica (specialmente con Sant'Anselmo d'Aosta), l'ontologia fornisce anche una "prova a priori" dell'esistenza di Dio: se Dio è definito come "ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore", deve necessariamente esistere non solo nella mente, ma anche nella realtà, poiché l'esistenza reale è una perfezione maggiore della sola esistenza mentale.



ANTROPOLOGIA CRISTIANA

L'ontologia dell'antropologia cristiana è lo studio del fondamento profondo dell'essere umano così come emerge dalla Rivelazione. Questa riflessione si concentra su un'idea cardine: l'uomo non è un'isola autosufficiente, ma un essere la cui essenza è definita dalla sua relazione con Dio e con gli altri.
Ecco i pilastri che definiscono l'ontologia dell'uomo in ambito cristiano:

1. L'uomo come "Imago Dei" (Immagine di Dio)
È il nucleo ontologico primario. L'essere umano non è solo una creatura biologica, ma possiede una dignità assoluta perché riflette la natura divina.
Capax Dei: L'uomo è ontologicamente "capace di Dio", ovvero possiede una struttura interna fatta per accogliere il trascendente e cercare la verità e la felicità in Lui.
Dignità intrinseca: La dignità non dipende dalle capacità o dalle prestazioni, ma dal fatto stesso di "essere" un'immagine di Dio, un valore che la teologia definisce assoluto e incondizionato.

2. Ontologia Relazionale e Concetto di Persona
A differenza delle ontologie individualiste, quella cristiana definisce l'uomo come persona.
Soggetto in dialogo: L'uomo si costituisce pienamente come persona solo nell'apertura all'altro e nel dialogo con Dio.
Essere-per-l'altro: Riprendendo il modello della Trinità (un solo Dio in tre Persone relazionali), l'antropologia cristiana vede l'essere umano come strutturato per il dono e la reciprocità.

3. Unità di Anima e Corpo
L'antropologia cristiana rifiuta il dualismo estremo. L'uomo è un'unità inscindibile di spirito e materia.
Corpo spiritualizzato: Lo spirito è l'energia che anima il corpo rendendolo propriamente umano; il corpo non è un "contenitore", ma l'espressione visibile della persona.

4. Cristocentrismo Ontologico
Per la teologia, il "volto" autentico dell'uomo si rivela pienamente in Gesù Cristo.
L'Uomo Nuovo: Cristo è considerato l'"uomo perfetto" che restituisce all'umanità la sua somiglianza divina originaria, ferita dal peccato. L'ontologia umana trova dunque la sua realizzazione finale nella partecipazione alla vita di Cristo.

L'ontologia antropologica cristiana descrive l'uomo come un essere creato per amore, strutturato per la relazione e destinato all'eternità, la cui libertà si realizza pienamente solo nel rispondere alla chiamata divina.



ARTE CRISTIANA

L'ontologia dell'arte cristiana definisce la natura profonda dell'opera d'arte non come semplice decorazione, ma come estensione visibile del mistero divino
La riflessione teologica su questo tema si poggia su tre cardini fondamentali:

1. Il Fondamento nell'Incarnazione
L'arte cristiana trova la sua legittimazione ontologica nel dogma del "Verbo fatto carne".
Visibilità del Divino: Poiché Dio si è reso visibile in Cristo, la materia (colori, pietra, mosaico) può ora "contenere" e narrare il divino senza cadere nell'idolatria.
Materia Redenta: L'atto artistico è visto come una partecipazione alla creazione divina, dove la materia grezza viene elevata e "trasfigurata" per rivelare significati spirituali.

2. L'Icona come "Luogo di Presenza"
L'ontologia dell'immagine (particolarmente nell'iconografia) non è quella di un semplice ritratto, ma di una finestra sull'eterno.
Statuto Misterico: L'opera d'arte sacra è un canale di grazia e un "luogo" di incontro reale tra il credente e il prototipo rappresentato (Cristo, la Vergine, i Santi).
Oltre l'Estetica: Il valore ontologico prevale su quello estetico: l'icona non deve essere "bella" secondo i canoni mondani, ma "vera" secondo la tradizione e la fede.

3. Funzione Sacramentale e Catechetica
L'arte agisce come un segno sensibile che rimanda a una realtà invisibile, svolgendo un ruolo quasi sacramentale.
Biblia Pauperum: Storicamente, l'arte è stata la "Bibbia degli illetterati", ma ontologicamente rimane uno strumento di esegesi visiva, capace di spiegare le Scritture attraverso la forma e il simbolo.
Via Pulchritudinis: La bellezza artistica è considerata una via privilegiata per giungere alla Verità; l'opera d'arte "scuote" l'essere umano e lo apre alla trascendenza.

Per il cristianesimo l'arte ha il compito ontologico di rendere presente l'invisibile, trasformando il visibile in un annuncio di salvezza attraverso la bellezza e il simbolo.



ARCHITETTURA CRISTIANA

L'ontologia dell'architettura cristiana si definisce come lo studio dell'edificio sacro non solo nella sua funzione spaziale, ma come rappresentazione dell'essere della Chiesa e riflesso del mistero divino. Essa trasforma lo spazio fisico in una realtà teologica strutturata su tre dimensioni fondamentali:

1. La Chiesa come "Corpo di Cristo" e "Tempio di Pietre Vive"
L'identità ontologica dell'edificio cristiano deriva dal legame inscindibile tra la comunità dei fedeli (la Chiesa con la maiuscola) e la costruzione materiale.
Antropomorfismo spirituale: Storicamente, la pianta dell'edificio (spesso a croce) richiama il corpo umano di Cristo disteso. Nel pensiero contemporaneo, ogni elemento architettonico simboleggia un membro della comunità: la chiesa è fatta di "pietre vive" edificate su Cristo, pietra angolare.
Simbiosi Teologico-Architettonica: L'edificio non è un contenitore neutro, ma un organismo che manifesta visibilmente l'unione dei fedeli in Cristo.

2. Spazio Sacro come "Soglia" e "Finestra sull'Eterno"
L'architettura cristiana opera una rottura ontologica rispetto allo spazio profano, creando un luogo di presenza e incontro.
Domus Ecclesiae e Domus Dei: L'edificio è contemporaneamente la "casa dell'assemblea" (luogo di riunione umana) e la "casa di Dio" (luogo della presenza divina nell'Eucaristia).
La Via Pulchritudinis: L'uso della luce (come nelle cattedrali gotiche) e delle proporzioni non ha solo uno scopo estetico, ma serve a "trasfigurare" la materia, elevando l'anima verso la luce divina, considerata la vera fonte dell'essere.

3. Orientamento ed Escatologia
La struttura architettonica possiede una direzione ontologica che indica il destino ultimo dell'uomo.
Orientamento a Est: La consuetudine di rivolgere l'abside verso oriente simboleggia l'attesa del Cristo Risorto (il "Sole che sorge").
Gerarchia degli Spazi: Dall'atrio (spazio del mondo) all'altare (centro del sacrificio e della divinità), il percorso fisico all'interno della chiesa rappresenta il cammino ontologico di santificazione del credente.

La riflessione attuale sottolinea come l'architettura sacra debba bilanciare la tradizione con la contemporaneità, rispondendo all'esigenza di spazi che favoriscano la partecipazione liturgica attiva, intesa come culmine dell'essere cristiano nel mondo moderno.



ARCHITETTURA ORGANICA CRISTIANA

L'ontologia dell'architettura organica cristiana rappresenta la sintesi tra i principi del movimento organico (nato con Frank Lloyd Wright) e la teologia della Creazione. Questa disciplina definisce l'edificio sacro come un organismo vivente che manifesta la presenza di Dio attraverso l'armonia tra uomo, natura e architettura.
I pilastri ontologici di questa visione sono:

1. L'Architettura come "Presenza di Dio"
Per l'ontologia organica cristiana, l'architettura non è solo una costruzione, ma un'estensione dell'amore divino.
Espressione del Reale: L'edificio deve esprimere la realtà di Dio non tramite simboli statici, ma attraverso una vitalità intrinseca che rifletta il processo creativo divino.
Rifiuto del formalismo: Si oppone agli stili imitativi o puramente razionalisti, cercando invece un "processo poetico generativo" che renda l'opera unica e irripetibile.

2. Continuità tra Creazione e Manufatto
L'edificio è inteso come un "prodotto della terra" e non una sua violazione.
Eco-teologia: In continuità con la dottrina della sacralità del creato, l'architettura organica cristiana integra elementi naturali (luce zenitale, materiali del luogo, vegetazione) come parti integranti della liturgia.
Integrazione spaziale: Lo spazio architettonico fluisce tra interno ed esterno, simboleggiando che la preghiera cristiana non separa l'uomo dal mondo, ma lo riconnette alla Creazione intera.

3. L'Uomo come Centro Vitale
L'ontologia organica pone l'essere umano al centro dello spazio, non come spettatore ma come cellula vitale di un corpo.
Architettura come Carità: Progettare in modo organico significa servire le necessità spirituali e fisiche dell'uomo "alla maniera di Gesù", ovvero con amore e attenzione alla persona nella sua interezza.
Spazio antropomorfo: Le forme si adattano alla scala umana e ai suoi movimenti, favorendo una partecipazione "organica" e comunitaria alla vita sacramentale.

Thorncrown Chapel, di Fay Jones: Spesso citata come esempio moderno, incarna la trasparenza e l'integrazione boschiva come espressione di una spiritualità che respira con la natura.

Antropologia Sacra: Studi recenti sottolineano come la "vera architettura organica" sia quella che riesce ad attuare il messaggio evangelico nella forma plastica dello spazio costruito.



ARCHITETTURA ORGANICA CRISTIANA DI CARLO SARNO

L'ontologia dell'architettura organica cristiana, secondo il pensiero dell'architetto Carlo Sarno, si fonda sull'idea che l'atto di progettare sia intrinsecamente un "Atto di Amore" che deriva da una "Storia di Amore" tra Dio e l'umanità.
Secondo la visione di Sarno, questa ontologia si articola in alcuni punti chiave:

1. Il Fondamento in Cristo
L'architettura organica cristiana non è una semplice scelta estetica, ma una realtà che ha come fondamento Gesù Cristo.
Congruenza con la Verità: L'edificio sacro deve essere ontologicamente congruente con i fondamenti cristiani e con la "Verità rivelata".
Organismo vivente: La Chiesa (intesa come architettura) è il luogo dove si attua organicamente la vita della comunità dei credenti, intesa come corpo mistico.

2. Architettura come Realtà Visibile e Invisibile
Sarno descrive l'architettura della Chiesa come una sintesi tra due dimensioni:
Dimensione Visibile: La materia, le forme e la struttura fisica dell'edificio.
Dimensione Invisibile: La presenza spirituale e il mistero divino che l'architettura deve saper accogliere e manifestare.

3. L'Essere dell'Architettura è "Vita"
Riprendendo ed elevando i principi dell'architettura organica classica (come quella di Frank Lloyd Wright), Sarno sostiene che l'architettura debba riconoscere la propria natura derivante dalla vita stessa: Gesù è via, verità e vita.
Centralità dell'Umano: L'architettura è definita come una cosa "intensamente umana", il cui scopo è servire la vita vissuta oggi, ma trasfigurata dal messaggio cristiano.
Amore come Sorgente Progettuale: La progettazione non è un calcolo tecnico, ma un'estensione della carità cristiana. Sarno definisce esplicitamente il suo approccio come "Architettura cristiana è architettura con Amore".

4. Dialogo con la Natura e la Tradizione
L'ontologia di Sarno non rifiuta il passato ma lo integra in un processo organico:
Sintesi tra Maestri: Il suo pensiero dialoga con figure come Antoni Gaudí, Frank Lloyd Wright e teologi come Romano Guardini.

Teologia Urbana: la sua riflessione si estende alla convergenza tra i principi dell'architettura organica e la Teologia Urbana, vedendo la città e l'edificio come un organismo che deve favorire la santificazione dell'abitare umano.


L'approfondimento dell'ontologia di Carlo Sarno rivela che la relazione tra architettura e fede non è solo simbolica, ma costitutiva dell'essere stesso del costruito. Il legame si sviluppa attraverso tre direttrici principali:

1. L'Architettura come "Processo di Attuazione dell'Amore"
Per Sarno, l'architettura è "buona ed organica" solo quando scaturisce da un atto di amore.
Amore di Dio: L'architettura deve riflettere l'essenza di Dio (Amore) che si manifesta nella Creazione.
Amore del prossimo: Progettare significa servire il "buon vivere" e il "buon abitare", favorendo l'espressione di sentimenti e azioni positive tra gli uomini.
Amore per Gesù: L'atto creativo dell'architetto è una risposta alla rivelazione di Cristo, fondamento ultimo dell'opera.

2. Sinergia tra Teologia Urbana e Vita Quotidiana
Nel pensiero di Sarno l'ontologia architettonica mira a superare le dicotomie tradizionali:
Superamento della separazione: Non esiste distinzione ontologica tra l'edificio sacro e la vita quotidiana della città; l'intera realtà urbana deve tendere all'armonia con il creato (Urba-Ecclesia).
Unità Creato-Costruito: L'architettura non deve essere una "violazione" della terra, ma un prodotto armonico che integri natura e costruzione umana in un unico organismo vivente.

3. La Dualità "Visibile-Invisibile"
L'edificio architettonico è inteso come una realtà complessa dove convivono due piani:
Dimensione sensibile: La forma, la luce e lo spazio fisico che accolgono l'assemblea.
Dimensione misterica: L'azione dello Spirito Santo che trasforma lo spazio in un luogo di santificazione e comunione.

L'architetto, secondo Sarno, opera come un mediatore che attraverso la propria fede traduce la Verità rivelata in forme spaziali. Questo approccio trasforma il cantiere in un luogo di "apostolato artistico e culturale", dove costruire con integrità significa collaborare con l'azione creatrice di Dio.



AUTENTICITA' ONTOLOGICA

L'autenticità ontologica nell'architettura organica cristiana, in particolare secondo la visione teorizzata da Carlo Sarno, si verifica quando l'opera architettonica non è una semplice costruzione formale, ma un'estensione coerente della Verità rivelata e della vita di fede.
Si raggiunge questa autenticità quando l'edificio rispetta tre condizioni fondamentali:

1. Congruenza con i Fondamenti Cristiani
L'autenticità ontologica esiste solo se vi è una distinzione netta tra un'architettura che rinuncia alla Verità e una che è congruente con i fondamenti cristiani.
Cristocentrismo: L'edificio deve avere Gesù Cristo come fondamento spirituale e filosofico, non come regola estetica rigida ma come principio vitale che informa l'intero progetto.
Apostolato artistico: L'opera deve nascere da un atto di "apostolato artistico e culturale", diventando una testimonianza vissuta della fede.

2. L'Architettura come "Atto di Amore"
L'autenticità si manifesta quando il processo creativo deriva dall'amore: verso Dio, verso il prossimo e verso la vita stessa.
Finalità vitale: L'architettura è autentica quando "deriva dalla vita e ha per scopo la vita come oggi la viviamo", rendendola una realtà "intensamente umana".
Amore progettuale: L'essere dell'architettura organica cristiana coincide con l'essere dell'amore; senza questa spinta interiore, l'edificio rimane privo della sua essenza ontologica.

3. Unità tra Visibile e Invisibile
Un edificio è ontologicamente autentico quando funge da ponte tra la realtà materiale e quella spirituale.
Luogo dell'Attuazione Organica: L'architettura deve essere il luogo in cui si attua organicamente la vita della Chiesa, manifestando l'azione dello Spirito Santo attraverso lo spazio, la luce e la forma.
Superamento delle dicotomie: L'autenticità si realizza nel superare la separazione tra edificio sacro e vita quotidiana, e tra natura (creazione) e costruzione umana.

In sintesi, l'architettura organica cristiana raggiunge la sua autenticità ontologica quando diventa un prodotto armonico della terra che non viola il creato, ma lo eleva a luogo di comunione e santificazione per l'uomo contemporaneo.



ESEMPIO: LA CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO A GERUSALEMME




L'applicazione dell'autenticità ontologica alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, secondo la visione dell'architetto Carlo Sarno, trasforma questo monumento da semplice reperto storico in un organismo vivente che manifesta la presenza reale del Risorto.
L'autenticità si realizza attraverso i seguenti pilastri:

1. Sintesi tra Visibile e Invisibile
Per Sarno, il Santo Sepolcro è il luogo dove l'architettura cessa di essere solo "materia" per diventare "spirito".
La Realtà Visibile: È costituita dalla complessa stratificazione di secoli di storia, pietre, restauri e liturgie.
La Realtà Invisibile: È il mistero della Resurrezione che l'edificio custodisce. L'autenticità ontologica risiede nel fatto che la struttura fisica non è un fine, ma un mezzo che "rende visibile" il mistero della tomba vuota, centro della fede cristiana.

2. Architettura come "Luogo dell'Amore"
Coerentemente con la sua tesi Architettura Organica è Architettura con Amore, Sarno vede nel Santo Sepolcro la massima espressione di questo concetto:
Atto di Amore Supremo: L'edificio sorge sul luogo del sacrificio di Cristo. L'autenticità ontologica si ha perché l'architettura è nata come risposta di amore della comunità (la Chiesa) verso il suo Fondatore.
Congruenza con la Verità: Ogni spazio, dal Calvario all'Edicola, è ontologicamente autentico perché fedele alla Verità rivelata della Passione e Resurrezione.

3. Organicità e Vita (Anastasis)
L'edificio incarna il principio organico di "nascita dalla terra":
Continuità Storica: Le recenti scoperte archeologiche (2022-2025) confermano che la Basilica è un organismo che si è evoluto organicamente sopra una cava e un tempio romano, "emergendo" per testimoniare la Vita che vince la morte.
L'Anastasis come Organismo: La Rotonda dell'Anastasis (Risurrezione) non è una forma statica, ma una rappresentazione architettonica del movimento vitale che dal buio della morte porta alla luce della gloria.

In sintesi, il Santo Sepolcro possiede autenticità ontologica perché non è un "museo del passato", ma lo spazio in cui la materia costruita agisce oggi come strumento di grazia, permettendo all'uomo contemporaneo di fare un'esperienza reale e "organica" con il Dio vivente.



ESEMPIO: LA SAGRADA FAMILIA, DI GAUDI




L'applicazione dell'autenticità ontologica alla Sagrada Familia di Antoni Gaudi, secondo la visione dell'architettura organica cristiana, identifica l'opera come il "modello perfetto" di organismo vivente e spirituale. 
L'autenticità ontologica si manifesta qui attraverso tre dimensioni:

1. La Materia come "Lode e Gloria a Dio"
Per Sarno, Gaudí è il "maestro dell'Architettura Organica Cristiana" perché ha saputo trasformare la pietra in una preghiera continua. 
Geometria Naturale: L'autenticità risiede nell'uso di forme iperboloidi e paraboliche che imitano le leggi della natura (creata da Dio) senza copiarne l'aspetto esteriore, ma seguendone la logica strutturale interna.
Innovazione e Spirito: L'integrazione di tecnologie avanzate (modellazione 3D e precompressione della pietra) non rompe l'autenticità, ma la realizza, poiché l'opera è ontologicamente orientata al futuro e al completamento del progetto originale di Gaudí. 

2. Congruenza con il Fondamento Cristologico
L'edificio è autentico perché ogni suo elemento è subordinato alla Verità di Cristo.
Simbolismo Strutturale: Le 18 torri (che rappresentano gli Apostoli, gli Evangelisti, Maria e Gesù) non sono decorazioni, ma l'ossatura stessa dell'edificio. L'autenticità ontologica si ha quando la forma e la struttura coincidono perfettamente con il dogma teologico.
Cristo come Pietra Angolare: Nel pensiero di Sarno, la Sagrada Familia incarna l'idea che Gesù sia il fondamento reale della costruzione, rendendo visibile la sua presenza attraverso la luce che filtra dalle vetrate. 

3. La Basilica come "Atto di Amore" e "Apostolato"
Seguendo la tesi di Sarno dell'"Architettura con Amore", la Sagrada Familia è l'esempio supremo di apostolato artistico. 
Espiazione e Dono: Essendo un "Tempio Espiatorio", la sua stessa esistenza ontologica si fonda sul sacrificio e sul dono della comunità. Questa spinta etica conferisce all'opera una verità che va oltre l'estetica.
Teologia Urbana: Oggi l'opera viene vista come un cuore pulsante all'interno della città, un organismo che "abita con Dio" e rigenera lo spazio urbano circostante secondo i principi della Teologia Urbana. 

In sintesi, la Sagrada Familia possiede autenticità ontologica perché è un organismo in divenire che unisce in sé natura, tecnica e fede, realizzando pienamente il passaggio dalla "pietra morta" alla "pietra viva" della Chiesa. 



ESEMPIO: LA CHIESA DELL'AUTOSTRADA, DI MICHELUCCI




L'applicazione dell'autenticità ontologica alla Chiesa dell'Autostrada del Sole (San Giovanni Battista) di Giovanni Michelucci, letta attraverso la lente dell'architettura organica cristiana, rivela un'opera che incarna la teologia del cammino e della tenda.
Ecco come si manifesta la sua autenticità ontologica:

1. L'Architettura come "Tenda del Convegno"
L'essenza ontologica di questa chiesa non è quella di un monumento statico, ma di una struttura dinamica che accoglie l'uomo "in viaggio".
Abitare il Cammino: Coerentemente con la visione di Sarno dell'architettura che "nasce dalla vita", Michelucci progetta uno spazio che risponde alla realtà dell'uomo moderno degli anni '60, ancora valida oggi: l'uomo che si sposta.
Ontologia della Sosta: L'edificio è autentico perché la sua forma richiama una tenda (richiamo biblico all'Esodo), rendendo visibile la verità dell'uomo come viator (pellegrino) sulla terra.

2. Organicità della Forma e della Materia
L'opera è un esempio magistrale di architettura organica per il suo rifiuto delle geometrie rigide a favore di una fluidità vitale.
Simbiosi Strutturale: Il cemento armato viene utilizzato non come fredda tecnologia, ma come "materia plasmata" che crea una continuità tra pareti e soffitto, simile a una grotta o a un organismo naturale.
Integrazione con il Paesaggio: L'edificio "emerge" dal nodo autostradale come un elemento naturale, non violando il territorio ma diventandone il fulcro spirituale. Questa è la "coerenza con il creato" che Sarno identifica come pilastro dell'autenticità.

3. La "Piazza" Cristiana: Congruenza con la Verità
L'autenticità ontologica si realizza nella funzione sociale e spirituale dello spazio interno.
Lo Spazio dell'Incontro: Michelucci concepisce l'interno come una "piazza coperta". Per Sarno, questo è un atto di amore architettonico: creare un luogo che favorisca la fraternità e l'incontro reale tra le persone e con Dio.
Cristocentrismo nel Percorso: Il percorso tortuoso e i sostegni ramificati (che ricordano alberi o croci) non sono decorativi, ma conducono il fedele verso l'altare, rendendo la struttura un'estensione fisica della catechesi.

4. Manutenzione e Senso
Oggi l'autenticità ontologica della Chiesa dell'Autostrada si misura anche nella sua capacità di resistere al tempo rimanendo "viva". Come sottolineato nelle riflessioni sulla Teologia Urbana e Architettura Organica, l'opera rimane autentica perché continua a essere un "presidio spirituale" in un deserto infrastrutturale, trasformando un luogo di transito in un luogo di senso.

In sintesi, la chiesa di Michelucci è ontologicamente autentica perché è un organismo che respira con l'uomo contemporaneo, traducendo il mistero di un Dio che cammina con il suo popolo in una forma plastica e accogliente.














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