San Tommaso e Antoni Gaudi
di Carlo Sarno
INTRODUZIONE
La principale relazione tra San Tommaso d'Aquino (1224-1274) e Antoni Gaudí (1852-1926) risiede nel fatto che il pensiero del filosofo e teologo domenicano influenzò profondamente la spiritualità e la concezione artistica dell'architetto catalano, in particolare l'idea della prudenza come capacità di agire rettamente.
Influenza Filosofica e Spirituale
Prudenza Catalana: Gaudí era profondamente legato alla "prudenza catalana", un concetto che faceva riferimento alla definizione di prudenza di San Tommaso come "recta ratio agibilium" (la retta ragione delle cose da fare). Questa idea guidava il suo approccio all'architettura, intesa non solo come estetica, ma come un modo per realizzare concretamente ciò che era giusto e funzionale.
Fede e Ragione: Entrambi condivisero una profonda fede cristiana e l'idea che la ragione e la fede non fossero in conflitto, ma complementari. Gaudí vedeva l'architettura come un modo per tradurre la fede in forme concrete e accessibili al popolo, per far godere della grandezza e della bellezza di Dio.
Ispirazione dalla Natura: Sebbene San Tommaso abbia dimostrato l'esistenza di Dio partendo dalla natura attraverso le "Cinque vie" a livello teologico e filosofico, Gaudí tradusse questa ispirazione in ambito architettonico, basando gran parte delle sue soluzioni formali e strutturali sull'osservazione e l'applicazione della geometria naturale. La sua opera, in particolare la Sagrada Família, è un inno di lode a Dio attraverso l'arte e la natura.
L'influenza di San Tommaso su Gaudí non fu di tipo architettonico diretto, ma piuttosto una guida spirituale e filosofica che plasmò la sua etica del lavoro e la sua visione dell'arte come servizio a Dio e all'umanità.
RELAZIONE TEOLOGICA
La relazione teologica tra San Tommaso d'Aquino e Antoni Gaudí si fonda su una visione dell'architettura come prolungamento della Legge Naturale e sulla ricerca della Bellezza come attributo divino. Sebbene separati dai secoli, entrambi condividono l'idea che la creazione sia il primo libro attraverso cui Dio si rivela.
Ecco i pilastri del loro legame teologico:
La Bellezza come Via verso Dio (Via Pulchritudinis): Gaudí applica concretamente l'estetica tomista, per la quale la bellezza (pulchrum) deriva dall'armonia, dalla proporzione e dalla chiarezza. L'architetto credeva che l'arte dovesse glorificare il Creatore rendendo visibile la Sua perfezione attraverso la materia.
La Natura come "Libro della Creazione": San Tommaso sosteneva che la ragione potesse risalire a Dio partendo dagli effetti osservabili nella natura (le sue celebri Cinque Vie). Gaudí ha tradotto questa teologia in forme arborescenti e strutture organiche, affermando che "l'architetto del futuro costruirà imitando la natura, perché è il modo più razionale".
Simbologia Liturgica e Razionalità: Come la Summa Theologiae è una costruzione monumentale della ragione umana al servizio della fede, così la Sagrada Família è concepita come una "Summa" di pietra. Ogni elemento strutturale di Gaudí ha una funzione tecnica (razionale) e un significato teologico (fede), rispecchiando l'equilibrio tomista tra le due sfere.
L'etica della Prudenza: Gaudí si ispirò esplicitamente alla definizione di Prudenza di San Tommaso (recta ratio agibilium), applicandola al lavoro di cantiere: unire la sapienza spirituale alla perizia tecnica per realizzare opere che servano al bene comune e alla lode di Dio.
TEOLOGIA SIMBOLICA
La relazione tra teologia simbolica, San Tommaso d'Aquino e Antoni Gaudí si articola nel passaggio dal concetto filosofico di "simbolo" alla sua realizzazione plastica in architettura.
1. La Teologia Simbolica in San Tommaso
Per San Tommaso, la teologia simbolica è necessaria perché la mente umana non può cogliere Dio direttamente nella sua essenza immateriale.
La Funzione del Segno: Tommaso sostiene che la ragione può usare similitudini e immagini del mondo sensibile per chiarire i misteri della fede.
Analogia Entis: Poiché ogni creatura riflette in qualche modo il suo Creatore, la natura diventa un sistema di simboli che rimandano alle perfezioni divine (il Pulchrum, il Bonum e il Verum).
2. Gaudí e la "Simbologia in Pietra"
Gaudí traduce la teologia speculativa di Tommaso in una teologia visiva, dove il simbolo non è solo decorativo ma strutturale.
La Natura come Rivelazione: Seguendo l'idea tomista della natura come "opera divina", Gaudí progetta colonne simili ad alberi e strutture organiche, convinto che imitare la natura sia il modo più razionale per lodare Dio.
La Sagrada Família come "Summa": Come la Summa Theologiae di Tommaso organizza tutto lo scibile teologico, la Sagrada Família è un'enciclopedia di simboli: le 18 torri rappresentano la gerarchia celeste (Apostoli, Evangelisti, Maria e Cristo), rendendo visibile l'ordine divino nello spazio urbano.
3. Il punto d'incontro: La Luce
Il simbolo supremo che unisce i due è la luce. Per Tommaso, la luce è metafora della verità divina che "illumina" la ragione. Gaudí utilizza le vetrate policrome e l'orientamento del tempio per creare un'atmosfera mistica che trasforma lo spazio fisico in uno spazio liturgico, dove la luce diventa il veicolo sensibile della presenza di Dio.
Se San Tommaso ha costruito una cattedrale di concetti, Gaudí ha costruito una Summa di pietra, utilizzando la teologia simbolica per colmare il divario tra la materia e il trascendente.
SIMBOLO DELLA LUCE
In chiave tomista, il simbolo della luce nella Sagrada Família non è un semplice ornamento, ma la traduzione architettonica del concetto di chiarezza (claritas), uno dei tre requisiti della bellezza secondo San Tommaso d'Aquino (insieme a integrità e proporzione).
La relazione teologica tra San Tommaso d'Aquino e Antoni Gaudí si fonda su una visione dell'architettura come prolungamento della Legge Naturale e sulla ricerca della Bellezza come attributo divino. Sebbene separati dai secoli, entrambi condividono l'idea che la creazione sia il primo libro attraverso cui Dio si rivela.
Ecco i pilastri del loro legame teologico:
La Bellezza come Via verso Dio (Via Pulchritudinis): Gaudí applica concretamente l'estetica tomista, per la quale la bellezza (pulchrum) deriva dall'armonia, dalla proporzione e dalla chiarezza. L'architetto credeva che l'arte dovesse glorificare il Creatore rendendo visibile la Sua perfezione attraverso la materia.
La Natura come "Libro della Creazione": San Tommaso sosteneva che la ragione potesse risalire a Dio partendo dagli effetti osservabili nella natura (le sue celebri Cinque Vie). Gaudí ha tradotto questa teologia in forme arborescenti e strutture organiche, affermando che "l'architetto del futuro costruirà imitando la natura, perché è il modo più razionale".
Simbologia Liturgica e Razionalità: Come la Summa Theologiae è una costruzione monumentale della ragione umana al servizio della fede, così la Sagrada Família è concepita come una "Summa" di pietra. Ogni elemento strutturale di Gaudí ha una funzione tecnica (razionale) e un significato teologico (fede), rispecchiando l'equilibrio tomista tra le due sfere.
L'etica della Prudenza: Gaudí si ispirò esplicitamente alla definizione di Prudenza di San Tommaso (recta ratio agibilium), applicandola al lavoro di cantiere: unire la sapienza spirituale alla perizia tecnica per realizzare opere che servano al bene comune e alla lode di Dio.
TEOLOGIA SIMBOLICA
La relazione tra teologia simbolica, San Tommaso d'Aquino e Antoni Gaudí si articola nel passaggio dal concetto filosofico di "simbolo" alla sua realizzazione plastica in architettura.
1. La Teologia Simbolica in San Tommaso
Per San Tommaso, la teologia simbolica è necessaria perché la mente umana non può cogliere Dio direttamente nella sua essenza immateriale.
La Funzione del Segno: Tommaso sostiene che la ragione può usare similitudini e immagini del mondo sensibile per chiarire i misteri della fede.
Analogia Entis: Poiché ogni creatura riflette in qualche modo il suo Creatore, la natura diventa un sistema di simboli che rimandano alle perfezioni divine (il Pulchrum, il Bonum e il Verum).
2. Gaudí e la "Simbologia in Pietra"
Gaudí traduce la teologia speculativa di Tommaso in una teologia visiva, dove il simbolo non è solo decorativo ma strutturale.
La Natura come Rivelazione: Seguendo l'idea tomista della natura come "opera divina", Gaudí progetta colonne simili ad alberi e strutture organiche, convinto che imitare la natura sia il modo più razionale per lodare Dio.
La Sagrada Família come "Summa": Come la Summa Theologiae di Tommaso organizza tutto lo scibile teologico, la Sagrada Família è un'enciclopedia di simboli: le 18 torri rappresentano la gerarchia celeste (Apostoli, Evangelisti, Maria e Cristo), rendendo visibile l'ordine divino nello spazio urbano.
3. Il punto d'incontro: La Luce
Il simbolo supremo che unisce i due è la luce. Per Tommaso, la luce è metafora della verità divina che "illumina" la ragione. Gaudí utilizza le vetrate policrome e l'orientamento del tempio per creare un'atmosfera mistica che trasforma lo spazio fisico in uno spazio liturgico, dove la luce diventa il veicolo sensibile della presenza di Dio.
Se San Tommaso ha costruito una cattedrale di concetti, Gaudí ha costruito una Summa di pietra, utilizzando la teologia simbolica per colmare il divario tra la materia e il trascendente.
SIMBOLO DELLA LUCE
In chiave tomista, il simbolo della luce nella Sagrada Família non è un semplice ornamento, ma la traduzione architettonica del concetto di chiarezza (claritas), uno dei tre requisiti della bellezza secondo San Tommaso d'Aquino (insieme a integrità e proporzione).
Ecco i punti di contatto teologici fondamentali:
1. La Luce come "Splendore della Forma"
Per San Tommaso, la bellezza è lo "splendore della forma" che risplende sulle parti proporzionate della materia. Gaudí applica questo principio trasformando la basilica in un organismo vivente dove la luce naturale, filtrando attraverso le vetrate di Joan Vila i Grau, rivela la struttura geometrica della "foresta" di colonne. In questo senso, la luce "attualizza" l'architettura, rendendola intelligibile e bella per chi la osserva.
2. Gradazione della Luce e Gerarchia dell'Essere
Tommaso descrive l'universo come una gerarchia di esseri che partecipano in modo diverso alla luce divina. Gaudí traduce questa teologia della partecipazione attraverso l'uso del colore:
La Facciata della Natività: Riceve la luce dell'alba, simbolo della nascita di Cristo, "Luce del Mondo".
La Facciata della Passione: Colpita dal tramonto, con ombre profonde e colori caldi che richiamano il sacrificio e la sofferenza.
L'Interno: Le vetrate degradano dai toni freddi (azzurro/verde) a quelli caldi (arancio/rosso), creando un percorso ascensionale che guida l'anima verso la Luce Pura di Dio, rappresentata dalla futura lanterna centrale dedicata a Gesù.
3. La Luce come Verità (Verum)
Nella filosofia tomista, la luce è metafora della verità che illumina l'intelletto. Gaudí progetta le vetrate in modo che non siano mai abbaglianti o oscure, ma che creino una "luce armoniosa". Questo equilibrio riflette la sintesi tra fede e ragione: la luce non annulla la materia (la ragione), ma la eleva e la chiarisce, rendendo il tempio uno spazio di rivelazione.
4. La Trasparenza della Creazione
Seguendo la visione di Tommaso per cui "Dio è in tutte le cose per essenza, presenza e potenza", Gaudí utilizza la luce per annullare il senso di pesantezza della pietra. Il gioco di riflessi trasforma la cattedrale in un segno del soprannaturale immerso nel mondo, un "faro" che comunica la presenza divina attraverso la bellezza sensibile.
LA LUCE E LA GEOMETRIA DELL'IPERBOLOIDE
L'uso dell'iperboloide nella Sagrada Família è l'esempio più alto di come Gaudí abbia fuso ingegneria, natura e teologia tomista. Per l'architetto, questa figura geometrica rappresentava direttamente la Luce.
1. La Funzione Fisica: Diffusione "a Foresta"
A differenza dei cilindri o dei fori circolari tradizionali, che proiettano la luce in modo perpendicolare creando ombre nette, l'iperboloide ha una sezione "a vita stretta" e aperture svasate.
Cattura e Distribuzione: Questa forma permette di intercettare i raggi solari anche quando il sole è in posizione obliqua, distribuendo la luce in modo morbido e uniforme.
Effetto Canopia: Nelle volte della basilica, gli iperboloidi agiscono come i vuoti tra le foglie di una foresta, permettendo alla luce di "piovere" dall'alto senza accecare, creando quell'atmosfera di pace necessaria alla contemplazione.
2. La Chiave Tomista: "L'Iperboloide è la Luce"
In sintonia con il pensiero di San Tommaso, che considerava la luce come la forma più nobile della materia sensibile, Gaudí scelse l'iperboloide per motivi teologici:
La Retta e la Curva: L'iperboloide è una superficie rigata, ovvero una forma curva generata interamente da linee rette che ruotano. Per Gaudí, se "la linea retta è degli uomini e la curva è di Dio", l'iperboloide rappresenta l'incontro tra l'umano e il divino: la ragione umana (la retta) che si piega per generare la bellezza perfetta della creazione (la curva).
Claritas (Splendore): Tommaso definiva la bellezza come claritas. L'iperboloide massimizza questa "chiarezza" non solo illuminando lo spazio, ma rendendo visibile la logica divina del creato. La luce non è un'aggiunta, ma l'essenza stessa della struttura.
3. Simbolismo Ascensionale
Nelle navate, i "capitelli" a forma di iperboloide sono spesso decorati con medaglioni di vetro colorato che rappresentano i simboli degli Evangelisti o del ciclo liturgico. Quando la luce attraversa questi iperboloidi, il fedele non vede solo un fenomeno fisico, ma un'illuminazione spirituale che scende dall'alto (il divino) verso il basso (l'umano), riflettendo l'ordine della Summa tomista.
TEOLOGIA DELLA BELLEZZA
La relazione tra la teologia della bellezza, San Tommaso d’Aquino e Antoni Gaudí si manifesta nel passaggio dalla teoria filosofica alla realizzazione architettonica della bellezza come trascendentale, ovvero come proprietà dell'essere che conduce direttamente a Dio.
Ecco i tre cardini di questa connessione:
1. Il Bello come Trascendentale (Pulchrum)
Per San Tommaso, il "bello" (pulchrum) è strettamente unito al "vero" e al "buono". La bellezza non è un’aggiunta superficiale, ma una manifestazione della perfezione dell'ente.
Gaudí ha incarnato questa visione trasformando la Sagrada Família in una "Summa" di pietra: la bellezza dell'opera non serve solo a compiacere la vista, ma a rivelare la verità della fede cristiana al popolo.
2. I Tre Requisiti della Bellezza Tomista
Gaudí ha applicato rigorosamente i criteri di bellezza definiti da Tommaso nella Summa Theologiae:
Integritas (Integrità): Ogni elemento deve essere completo. Gaudí non lasciava nulla al caso; anche le parti invisibili del tempio sono rifinite perché "Dio le vede".
Consonantia (Proporzione/Armonia): La bellezza nasce dal rapporto armonico tra le parti. Gaudí ha trovato questa armonia nella natura, considerata l'opera d'arte suprema del Creatore.
Claritas (Splendore/Chiarezza): Il bello deve risplendere. L'uso magistrale della luce e del colore nelle vetrate della basilica serve a "illuminare" l'anima del fedele, rendendo sensibile lo splendore divino.
3. La Via della Bellezza (Via Pulchritudinis)
San Tommaso insegnava che si può giungere a Dio osservando i gradi di perfezione nel mondo (quarta delle sue Cinque Vie).
Gaudí ha reso questa "via" un percorso fisico: chi entra nella Sagrada Família attraversa una "foresta primordiale" di colonne e simboli che elevano lo spirito dalla materia verso il cielo. La bellezza diventa così uno strumento missionario e liturgico.
Se San Tommaso ha definito la bellezza come piacere nel conoscere l'ordine divino, Gaudí ha costruito lo spazio dove tale ordine diventa un'esperienza sensibile.
IL CONCETTO DI VERITA' E GLI ARCHI PARABOLICI
Il legame tra la verità tomista (Verum) e gli archi parabolici (o catenari) di Gaudí rappresenta il punto in cui la teologia si fa ingegneria.
Per San Tommaso d'Aquino, la verità è l'adeguamento della cosa all'intelletto: un oggetto è "vero" quando realizza perfettamente il fine per cui è stato creato. Gaudí applica questo principio cercando la "verità costruttiva".
1. L'Arco Catenario come "Forma Vera"
Gaudí rifiutava l'arco a tutto sesto (romano) o quello ogivale (gotico) perché richiedevano contrafforti esterni per non crollare, definendoli "stampelle".
La Logica del Verum: Attraverso i suoi famosi modelli funicolari, Gaudí scoprì che la curva formata da una catena appesa per le estremità (la catenaria) è la forma perfetta per reggere il peso per sola compressione.
Sintesi Tomista: Usare questa forma significava costruire secondo la verità delle leggi fisiche poste da Dio nella natura. L'arco parabolico non ha bisogno di artifici; "dice la verità" sulla sua capacità di sostenere il carico.
2. Onestà Strutturale
In sintonia con l'etica tomista, Gaudí credeva che la bellezza non potesse esistere senza la verità. Se una struttura è falsa o forzata, non può essere bella.
L'arco parabolico permette di eliminare i contrafforti esterni, rendendo la struttura della Sagrada Família autosufficiente e "onesta".
Questa "sincerità" architettonica riflette l'idea di Tommaso secondo cui la virtù (e quindi il bene dell'opera) risiede nel seguire la retta ragione (recta ratio).
3. La Parabola come Simbolo di Ascensione
Oltre alla funzione tecnica, l'arco parabolico ha una valenza teologica simbolica:
Mentre l'arco gotico si spezza in un vertice, la parabola di Gaudí è una curva continua che sembra proiettarsi verso l'infinito.
Rappresenta l'unione tra la terra (la base larga) e il cielo (la tensione verso l'alto), incarnando visivamente il desiderio dell'anima di ricongiungersi a Dio, tema centrale della teologia di San Tommaso.
Gaudí diceva: "L'angolo appartiene agli uomini, la curva a Dio". L'arco parabolico è dunque la firma divina nella sua architettura.
VERITA' DELLA MATERIA
L'uso dei materiali in Gaudí riflette la visione di San Tommaso secondo cui la grazia non distrugge la natura, ma la perfeziona (gratia non tollit naturam, sed perficit eam). Per Gaudí, la "verità della materia" consisteva nel rispettare l'essenza delle sostanze create da Dio, elevandole a opera d'arte.
Ecco come questa relazione si manifesta:
1. La Pietra: Solidità e Verità dell'Essere
Gaudí utilizzava diversi tipi di pietra (arenaria di Montjuïc, granito, porfido) non per puro gusto estetico, ma in base alla loro resistenza meccanica.
Connessione Tomista: San Tommaso insegna che ogni ente ha una sua dignità specifica basata sulla sua natura. Gaudí rispettava questa "verità": le colonne portanti della Sagrada Família sono in porfido rosso, la pietra più dura, per sostenere il peso maggiore. Usare un materiale meno resistente sarebbe stato "falso" e contrario alla recta ratio.
2. Il Trencadís: Bellezza dal Frammento
La celebre tecnica del mosaico con cocci di ceramica recuperati (trencadís) incarna una profonda teologia del recupero:
Redenzione della Materia: Come la teologia tomista vede la possibilità di ordine e bellezza anche nel mondo ferito dal peccato, Gaudí prende lo "scarto" (piastrelle rotte, bottiglie, ceramiche industriali) e lo trasforma in una superficie luminosa e incorruttibile.
Colore e Luce: La ceramica smaltata riflette la luce, realizzando quel requisito di claritas (splendore) fondamentale per la bellezza tomista, portando il colore nel cielo di Barcellona.
3. Materiali Locali e Legame con il Creato
Gaudí privilegiava materiali della sua terra (Catalogna), convinto che Dio avesse fornito a ogni luogo tutto il necessario per lodarlo.
L'Umiltà del Mattone: Nelle opere come la Cripta della Colonia Güell, utilizza il mattone a vista e la pietra grezza del luogo. Questa scelta riflette l'umiltà cristiana: la materia non deve nascondersi dietro intonaci lussuosi, ma deve mostrarsi nella sua verità nuda, nobilitata solo dalla sapienza dell'architetto (che agisce come il "creatore secondario").
4. Il Cemento: Modernità al Servizio dello Spirito
Gaudí non rifiutò le innovazioni, ma le sottomise alla finalità sacra. Utilizzò il cemento armato non come fine a se stesso, ma per realizzare quelle forme geometriche complesse (come gli iperboloidi) che la pietra da sola non avrebbe permesso, portando la tecnica umana alla sua massima espressione di lode divina.
In conclusione, per Gaudí il cantiere era un atto liturgico dove la materia, lavorata secondo verità e ragione, diventava preghiera visibile.
LE CUSPIDI DELLE TORRI: DOVE LA MATERIA TOCCA IL CIELO
Le cuspidi delle torri della Sagrada Família rappresentano il punto in cui la materia terrestre tocca il cielo, realizzando la sintesi finale tra la tecnica di Gaudí e la teologia della gloria di San Tommaso.
Ecco come la "verità dei materiali" si esprime in queste vette:
1. Il Trencadís come "Luce Incorruttibile"
Sulla sommità delle torri, Gaudí ha utilizzato la ceramica veneziana e il vetro colorato con la tecnica del trencadís.
Significato Tomista: Per San Tommaso, i corpi gloriosi dopo la risurrezione sono dotati di claritas (splendore). Gaudí applica materiali che non sbiadiscono e che brillano sotto il sole o la luna, rendendo le cuspidi un simbolo della vita eterna e dell'incorruttibilità.
Visibilità della Fede: La ceramica lucida è scelta per la sua "verità funzionale": riflette la luce a chilometri di distanza, fungendo da segnale visivo che guida lo sguardo verso l'alto, verso Dio.
2. Geometria e Verità Simbolica
Le cuspidi non sono semplici decorazioni, ma poliedri complessi che contengono i simboli del potere episcopale (anello, mitra, pastorale e croce).
L'Unione di Fede e Ragione: Gaudí usa forme geometriche pure per dare "corpo" a concetti astratti. Secondo la visione tomista, la bellezza è lo splendore della forma che si impone sulla materia. Qui, la materia grezza della pietra si trasforma in geometria perfetta, simboleggiando la sapienza divina che ordina il caos.
3. La Frutta e il Sacrificio
Molte cuspidi sono sormontate da sculture di frutti (naspole, pesche, fichi).
Teologia della Creazione: Richiamando l'idea di Tommaso della natura come dono di Dio, Gaudí pone i frutti della terra nel punto più alto. È un atto di offertorio: l'architetto restituisce a Dio, in forma d'arte, ciò che Dio ha donato all'uomo attraverso la terra.
Resistenza e Verità: Questi elementi sono realizzati con materiali ultra-resistenti alle intemperie (ceramica e cemento armato di alta qualità), perché la "verità" di un'opera d'arte destinata a Dio esige che essa sia eterna, capace di sfidare il tempo e gli elementi.
Gaudí diceva che le torri erano fatte per essere guardate dagli angeli; per questo, pur essendo quasi invisibili da terra nei minimi dettagli, sono rifinite con la massima integritas tomista.
SCRITTURA E ISCRIZIONI
Le iscrizioni che avvolgono le torri della Sagrada Família sono il punto in cui l'architettura di Gaudí diventa esplicitamente "testo sacro", seguendo la logica della Summa di San Tommaso dove la parola chiarisce l'immagine.
Ecco come si realizza questo legame:
1. La Parola come Luce dell'Intelletto
Per San Tommaso, la fede viene dall'ascolto (fides ex auditu). Gaudí trasforma l'ascolto in visione, scolpendo sulla pietra parole come "Sanctus, Sanctus, Sanctus" o "Hosanna".
Verità Visibile: Le parole salgono a spirale lungo le torri, seguendo il movimento ascensionale degli iperboloidi. Questa scelta riflette la concezione tomista dell'anima che si eleva verso la Verità attraverso la lode costante.
L'uso del colore: Le lettere sono realizzate in mosaico colorato (trencadís) per essere leggibili contro il cielo. Non è solo estetica: è la claritas tomista applicata al dogma, rendendo il messaggio della Chiesa "chiaro" e splendente per tutta la città.
2. Geometria e Infallibilità
Le iscrizioni non sono scritte a mano libera, ma seguono rigorose leggi geometriche che si adattano alla curvatura delle torri.
Recta Ratio: Come Tommaso cercava la precisione logica nel linguaggio teologico, Gaudí cerca la precisione geometrica. La parola di Dio deve essere incastonata in una struttura perfetta, perché la bellezza della verità richiede un ordine supremo.
3. La Lode degli Angeli
Gaudí collocò queste scritte e decorazioni a un'altezza tale da renderle difficili da leggere per i passanti del tempo.
Integritas Tomista: Quando gli si faceva notare che nessuno le avrebbe viste, rispondeva: "Gli angeli le vedranno". Questo riflette l'idea di San Tommaso sulla perfezione dell'opera d'arte come atto di culto: l'oggetto deve essere integro e perfetto in sé, per onorare il Creatore, indipendentemente dal riconoscimento umano.
Le iscrizioni fungono quindi da ponte tra il sensibile e l'intelligibile, trasformando il Tempio in un inno liturgico perenne che "parla" attraverso la materia nobilitata.
ORIENTAMENTO DELLE FACCIATE
L'orientamento solare della Sagrada Família è la messa in scena della cosmologia di San Tommaso, dove l'ordine fisico dell'universo riflette l'ordine spirituale della Grazia. Per Tommaso, Dio è il "Sole di Giustizia", e Gaudí progetta il Tempio affinché il sole fisico diventi il "pennello" di Dio sulla pietra.
Ecco come il ciclo solare traduce la teologia tomista in luce:
1. La Facciata della Natività: L'Alba e la Creazione
Orientata a Levante (Est), riceve i primi raggi del mattino.
Significato Tomista: Rappresenta l'inizio dell'essere, la Prima Via di Tommaso (Dio come Motore Immobile che dà inizio a tutto).
Effetto Visivo: La luce radente dell'alba illumina i dettagli naturalistici (piante, animali, scene della nascita), celebrando la bontà della creazione e l'Incarnazione come nuova aurora per l'umanità.
2. La Facciata della Passione: Il Tramonto e il Sacrificio
Orientata a Ponente (Ovest), viene colpita dalla luce drammatica e radente del tardo pomeriggio.
Significato Tomista: Corrisponde alla riflessione sulla morte e sul limite umano. La luce calda e le ombre lunghe accentuano le sculture spigolose e scarne di Subirachs (ispirate ai disegni di Gaudí), rendendo visibile il dolore e il sacrificio di Cristo.
Verità del Momento: Come Tommaso sostiene che ogni cosa ha il suo tempo sotto il sole, Gaudí usa il tramonto per simboleggiare il compimento della vita terrena.
3. La Facciata della Gloria: Il Mezzogiorno e la Pienezza
Orientata a Sud, riceverà la massima illuminazione solare quando sarà completata.
Significato Tomista: Rappresenta la Beatitudo, lo stato finale di unione con Dio. Il sole a picco simboleggia la pienezza della Verità e della Gloria divina, dove non esistono più ombre.
La Luce Totale: In questo punto, la luce del mezzogiorno esalterà il mosaico e le nubi di pietra, evocando la visione beatifica descritta da Tommaso nella Summa.
4. Il Mezzogiorno Spirituale: La Torre di Gesù
La torre centrale, la più alta, è progettata per essere un faro di luce. La croce che la sormonta rifletterà la luce solare su tutta Barcellona, agendo come il punto di convergenza di tutta la creazione verso il Creatore, realizzando visivamente l'idea tomista dell'Exititus-Reditus (tutto esce da Dio e tutto a Dio ritorna).
Gaudí non ha costruito solo una chiesa, ma un orologio solare teologico che segue il ritmo della natura per raccontare la storia della salvezza.
ARMONIA UNIVERSALE
L'architettura di Gaudí non è solo visiva, ma sonora, e riflette la concezione di San Tommaso dell'armonia universale (musica mundana), dove il cosmo stesso è un inno di lode a Dio.
Gaudí concepì la Sagrada Família come un immenso strumento musicale integrato nella struttura:
1. Il Tempio come Grande Organo
Gaudí studiò l'acustica con rigore scientifico per trasformare l'intero edificio in una cassa di risonanza.
Le Torri come Canne: Le torri degli Apostoli sono cave e dotate di feritoie lamellari inclinate. Sono progettate per ospitare grandi campane tubolari che, mosse dal vento o percosse, diffondono il suono in tutta la città.
Connessione Tomista: San Tommaso considerava la musica come la più alta delle arti liberali capace di elevare l'anima. Per Gaudí, la "voce" del tempio doveva essere un'estensione della preghiera liturgica, unendo il suono naturale (il vento) alla perizia umana.
2. Geometria e Diffusione del Suono
Come per la luce, Gaudí usò gli iperboloidi e le superfici rigate per gestire le onde sonore.
Evitare l'Eco: A differenza delle cattedrali gotiche che spesso hanno un'eco eccessiva, le forme organiche e frammentate di Gaudí disperdono il suono in modo uniforme.
La Verità dell'Ascolto: Questa "onestà acustica" permette al fedele di udire chiaramente la Parola (Verum), riflettendo l'importanza che Tommaso dava alla chiarezza della predicazione e del canto gregoriano.
3. Il Coro dei 1.500 Cantori
Gaudí progettò ampie gallerie sopra le navate laterali capaci di ospitare fino a 1.500 cantori.
Armonia delle Gerarchie: La disposizione del coro, elevato rispetto all'assemblea, rispecchia la gerarchia angelica descritta da Tommaso. Il suono che piove dall'alto, mescolandosi alla luce delle vetrate, crea un'esperienza sensibile della "Gerusalemme Celeste".
4. Le Campane "Granitiche"
Gaudí dedicò anni allo studio della forma delle campane, cercando un suono puro che non fosse disturbato da armonici dissonanti. Cercava la "Verità del suono", proprio come cercava la verità della pietra. Diceva che le campane tubolari avrebbero suonato come un immenso carillon, rendendo il tempio una presenza viva e parlante.
In questo senso, la Sagrada Família è l'unione definitiva di geometria, luce e suono: una Summa che coinvolge tutti i sensi per condurre l'uomo alla contemplazione di Dio.
PROCESSO DI BEATIFICAZIONE
Il processo di beatificazione di Antoni Gaudí, avviato formalmente nel 2003, si fonda proprio sulla straordinaria sintesi tra la sua condotta di vita e la sua opera, una coerenza che i postulatori definiscono come "santità nell'arte".
Ecco i punti chiave del legame tra la sua teologia e la causa di beatificazione:
1. L'Architetto di Dio e la Virtù della Povertà
Negli ultimi anni di vita, Gaudí visse come un asceta all'interno del cantiere della Sagrada Família, dedicando ogni sua risorsa ed energia al tempio. Questa scelta riflette la virtù tomista della povertà evangelica: spogliarsi del superfluo per concentrarsi sul Bene Sommo. Quando morì investito da un tram nel 1926, fu scambiato per un povero mendicante, segno estremo della sua umiltà.
2. Il Lavoro come Atto Liturgico
Per la Chiesa, Gaudí non è solo un genio, ma un uomo che ha trasformato il lavoro professionale in preghiera.
La Recta Ratio in vita: Seguendo l'insegnamento di San Tommaso sulla rettitudine dell'agire, Gaudí vedeva la costruzione del tempio come un sacrificio spirituale. Ogni calcolo matematico e ogni scelta di materiale erano fatti "per la gloria di Dio", rendendo il cantiere un luogo di evangelizzazione per gli operai e i visitatori.
3. La Testimonianza del Messaggio Cristiano
La causa di beatificazione sottolinea come la sua architettura sia una forma di catechesi visiva.
Conversione attraverso la Bellezza: Sono documentati numerosi casi di conversioni di atei o persone di altre fedi dopo aver visitato la Sagrada Família. Questo "potere della bellezza" (Via Pulchritudinis) è visto come un miracolo morale continuo, attribuito alla profondità teologica che Gaudí ha impresso nella pietra.
4. Stato attuale della causa
Nel 2023, il Papa ha autorizzato il decreto che riconosce le virtù eroiche di Gaudí, dichiarandolo Venerabile. Il passo successivo verso la beatificazione richiede il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
L'associazione per la beatificazione sostiene che Gaudí sia il modello perfetto per il "laico cristiano" moderno: colui che raggiunge la santità non fuggendo dal mondo, ma eccellendo nella propria professione (scienza, arte, tecnica) e orientandola interamente verso il Creatore.
TESTIMONIANZA DI SPIRITUALITA'
Un episodio emblematico della spiritualità di Gaudí riguarda il suo approccio al digiuno quaresimale del 1894, che rischiò di portarlo alla morte. Seguendo con rigore tomista l'idea della penitenza come purificazione dell'intelletto, Gaudí si spinse così oltre che dovette intervenire il suo amico e mentore, il vescovo Torras i Bages, per ordinargli di riprendere a mangiare in nome della "retta ragione".
Ecco altri aspetti della sua vita quotidiana in cantiere:
1. L'Eucaristia come Centro della Giornata
Ogni mattina, prima di iniziare il lavoro, Gaudí percorreva a piedi diversi chilometri per partecipare alla Messa e ricevere l'Eucaristia nella chiesa di Sant Felip Neri.
Connessione Tomista: Per San Tommaso, l'Eucaristia è il "sacramento della carità" che unisce l'uomo a Dio. Gaudí considerava questo momento essenziale per ricevere l'ispirazione necessaria a costruire la "casa di Dio".
2. Il "Cantiere-Fraternità"
Gaudí non si comportava come un despota, ma come un padre spirituale per i suoi operai.
La Scuola per i Figli degli Operai: Costruì le Scuole della Sagrada Família accanto al tempio, affinché i figli dei muratori potessero studiare. Questa attenzione alla dignità della persona riflette perfettamente la giustizia sociale della dottrina tomista: il bene comune deve prevalere sull'interesse privato.
3. La Preghiera con i Visitatori
Quando riceveva visitatori illustri o semplici curiosi, Gaudí non parlava di tecnica architettonica, ma di fede.
Evangelizzazione: Spesso spiegava i misteri della Trinità o dell'Incarnazione usando le forme geometriche che stava costruendo. Il suo ufficio, una piccola stanza spartana nel cantiere, era pieno di testi liturgici e della Summa Theologiae, che consultava per assicurarsi che ogni statua o simbolo fosse teologicamente inappuntabile.
4. L'Umiltà nel Vestire
Negli ultimi anni, la sua trascuratezza nel vestire era tale che spesso veniva scambiato per un manovale. Una volta, un visitatore lo scambiò per il guardiano e gli diede una mancia; Gaudí la accettò con un sorriso e la mise nella cassetta delle offerte per la chiesa. Questo distacco dal successo terreno testimonia la sua totale immersione nel trascendente.
L'atto finale della sua vita fu coerente con questa santità: investito da un tram mentre andava, come ogni sera, alla confessione, fu portato all'ospedale dei poveri (Santa Creu) perché non fu riconosciuto. Chiese di restare lì fino alla fine, volendo morire tra i suoi "fratelli" più umili.
CONTINUATORI DELLA SUA OPERA
Oggi la continuazione della Sagrada Família è affidata a un team internazionale che opera non come semplici esecutori, ma come "eredi teologici" di Gaudí, applicando la tecnologia moderna alla sua visione tomista.
Ecco come viene preservata l'eredità spirituale nel cantiere attuale:
1. La Progettazione Parametrica e il "Verum"
Gli architetti moderni utilizzano software aeronautici e la progettazione parametrica per tradurre i complessi modelli in gesso di Gaudí.
Fedeltà alla Ragione: Questo metodo permette di rispettare la "verità strutturale" (il Verum tomista) delle superfici rigate (iperboloidi e paraboloidi) che Gaudí aveva calcolato intuitivamente. Non si aggiunge nulla di arbitrario: la forma segue le leggi matematiche scoperte dal maestro.
2. La Pietra del XXI Secolo
Per completare le torri centrali, come la Torre di Gesù Cristo, si utilizza la tecnica della pietra post-tesa.
Evoluzione della Tradizione: Pannelli di pietra vengono attraversati da cavi d'acciaio che li rendono resistenti come un unico blocco. Questa soluzione onora l'idea di Gaudí secondo cui la tecnica deve evolversi per servire la bellezza eterna: la pietra (natura) viene perfezionata dalla tecnologia (ingegno umano), proprio come la grazia perfeziona la natura in San Tommaso.
3. La "Direzione Artistica" spirituale di Gaudi
Il capo architetto attuale e i suoi collaboratori agiscono secondo il principio della sottomissione intellettuale all'idea originale.
Umiltà Professionale: Prima di ogni decisione, il team studia i frammenti dei modelli distrutti durante la Guerra Civile e gli scritti dei discepoli. L'obiettivo non è "firmare" l'opera, ma agire come strumenti per completare la "Summa di pietra", mantenendo l'unità di visione che Tommaso esigeva per la perfezione di un'opera (integritas).
4. Un Cantiere Aperto e Corale
Proprio come Gaudí voleva che il tempio fosse costruito "dal popolo", oggi il finanziamento resta esclusivamente basato sulle donazioni e sui biglietti dei visitatori.
Comunità e Liturgia: Il lavoro prosegue in parallelo con la vita liturgica della basilica. Gli operai e gli architetti convivono con migliaia di fedeli, trasformando il cantiere in un atto di testimonianza cristiana vivente, fedele alla missione evangelizzatrice di Gaudí.
Il completamento della Torre di Gesù (previsto per il 2026, centenario della morte di Gaudí) segnerà il trionfo finale di questa alleanza tra fede, scienza e arte.
LA CROCE A QUATTRO BRACCI
La Croce a quattro bracci (o croce spaziale) che coronerà la Torre di Gesù Cristo è il sigillo finale dell'opera, dove la geometria iperboloide e la teologia tomista raggiungono la massima sintesi.
Ecco il significato profondo di questo simbolo:
1. La Croce come "Punto di Convergenza"
Per San Tommaso, Cristo è il centro dell'universo e il mediatore tra Dio e l'uomo. Gaudí traduce questo concetto in una forma che si apre nelle quattro direzioni cardinali.
Universalità: La croce non è piatta, ma tridimensionale. Rappresenta la diffusione del messaggio cristiano ai quattro angoli della terra, riflettendo la missione della Chiesa di "ricapitolare tutte le cose in Cristo".
2. Geometria Iperboloide e Luce
La croce è composta da superfici curve generate da rette (iperboloidi).
Trasparenza e Splendore: Sarà rivestita di ceramica bianca e vetro, e illuminata dall'interno. Di notte, proietterà fasci di luce sulla città. Questo realizza fisicamente la claritas (splendore) di San Tommaso: la Croce non è un simbolo di morte, ma di Luce Risorta che illumina l'intelletto e il mondo.
Simbologia della Forma: La svasatura dei bracci verso l'esterno simboleggia l'amore divino che si espande all'infinito, partendo da un centro solido e razionale.
3. L'Incontro tra Cielo e Terra
La torre, alta 172,5 metri, è progettata per essere appena più bassa della collina del Montjuïc.
Umiltà Cristiana: Gaudí diceva: "L'opera dell'uomo non deve mai superare quella di Dio". La croce, pur essendo il punto più alto di Barcellona, si inchina alla creazione naturale, rispettando l'ordine gerarchico della realtà descritto da Tommaso nella sua cosmologia.
4. La Profezia di Pietra
Con i suoi 17 metri di altezza e 13,5 di larghezza, la croce sarà un belvedere accessibile.
Ascensione: Il fedele che salirà fin sotto la croce vivrà un'esperienza di "ascesa al trascendente", passando dalla selva delle colonne terrene alla purezza geometrica del cielo, un percorso che ricalca l'itinerario della mente verso Dio tipico della mistica scolastica.
Il completamento di questa torre nel 2026 trasformerà l'intera basilica nel "faro" che Gaudí aveva sognato: una Summa Theologiae visibile che parla al mondo moderno attraverso la bellezza della precisione.
ARCHITETTURA ORGANICA CRISTIANA
La relazione tra Gaudí, San Tommaso e l'architettura organica costituisce un ponte unico tra la metafisica medievale e il modernismo. In questo triangolo, l'architettura non "imita" semplicemente la natura, ma ne sposa le leggi interne per manifestare il divino.
Ecco i tre punti di contatto teologico-architettonici:
1. La Natura come "Imitatio Dei"
Per San Tommaso, la natura è una rivelazione razionale di Dio: osservando l'ordine del creato, l'intelletto risale al Creatore.
Gaudí eleva questo concetto nell'architettura organica: le sue colonne non sono cilindri astratti, ma tronchi d'albero; le sue volte non sono soffitti piatti, ma chiome di foresta.
Sintesi: L'edificio diventa un organismo vivente perché, come insegna il Tomismo, la bellezza è lo splendore della forma che risiede nella verità della natura.
2. Funzionalismo Organico e "Recta Ratio"
L'architettura organica cristiana di Gaudí rifiuta l'ornamento fine a se stesso. Ogni curva (parabola, iperboloide) ha una funzione strutturale precisa.
La Lezione di Tommaso: La virtù dell'arte è la recta ratio agibilium (la giusta regola delle cose da farsi).
Applicazione: Gaudí sosteneva che "l'originalità consiste nel tornare all'origine". Poiché l'origine è Dio e la sua creazione, l'architettura più "razionale" è quella che segue le forme organiche (ossa, rami, conchiglie), le quali sono strutturalmente perfette perché progettate dal "Grande Architetto".
3. Il Tempio come "Corpo Mistico"
L'architettura organica cristiana di Gaudí interpreta il tempio come un corpo vivente, riflettendo la dottrina di San Tommaso sulla Chiesa come organismo spirituale.
Spazio Dinamico: Nella Sagrada Família, non c'è separazione netta tra struttura e decorazione; tutto cresce e si trasforma, come in un essere vivente.
Luce e Linfa: La luce che filtra attraverso la "foresta di pietra" agisce come la grazia che vivifica la natura, trasformando lo spazio architettonico in un'esperienza di teologia sensibile.
Gaudí ha "battezzato" l'architettura organica utilizzando la logica tomista: ha dimostrato che le forme della natura sono le più adatte a lodare Dio perché sono le più "vere" e funzionali.
LA CRIPTA DELLA COLONIA GUELL
La Cripta della Colonia Güell è considerata il "sacramento architettonico" di Gaudí: qui la materia grezza viene elevata a dignità sacra senza essere camuffata, incarnando perfettamente il principio di San Tommaso secondo cui la grazia non sostituisce la natura, ma la porta a compimento.
1. La Verità della Pietra Grezza (Verum)
A differenza della Sagrada Família, qui Gaudí utilizza mattoni ricotti, pietre basaltiche e scarti di fonderia.
Filosofia Tomista: Tommaso insegna che ogni sostanza ha una sua "verità" intrinseca. Gaudí non intonaca le pareti; lascia che la tessitura del mattone e la rugosità della pietra parlino della loro origine terrena. È un'architettura che "dice la verità", dove la bellezza nasce dall'onestà del materiale.
2. L'Arco Catenario e l'Ordine Naturale
In questa cripta, Gaudí perfeziona l'uso degli archi parabolici e delle colonne inclinate, derivati dai suoi modelli funicolari (pesi appesi a cordicelle).
Sintesi tra Fede e Scienza: Per Gaudí, queste forme non sono capricci estetici, ma il modo in cui la gravità (legge divina della natura) vuole che la struttura si regga. Seguendo queste leggi, l'architetto agisce con la recta ratio (retta ragione), creando uno spazio che sembra scaturire dal suolo come una grotta naturale o un organismo vivente.
3. Integrazione nel Creato
La Cripta è costruita con materiali che richiamano i colori della terra e del bosco circostante, sparendo quasi nel paesaggio.
L'Armonia delle Parti: Secondo la teologia della bellezza di San Tommaso, la proporzione (consonantia) deve includere l'ambiente. Gaudí progetta un edificio che non "aggredisce" la natura, ma vi si inserisce come un ulteriore elemento del creato, rendendo il confine tra sacro e naturale quasi invisibile.
4. La Luce come Mistero
Le finestre della Cripta hanno forme iperboloidi simili a petali o ali di farfalla, con vetrate che filtrano una luce soffusa e colorata.
Claritas e Trascendenza: In questo spazio ipogeo (sotterraneo), la luce non serve a illuminare a giorno, ma a rivelare la "sacralità della materia". È la traduzione plastica del pensiero tomista: la luce divina penetra anche negli strati più densi e oscuri della realtà per redimerli.
Mentre la Sagrada Família è la "Summa" trionfale, la Cripta della Colonia Güell è la Summa dell'umiltà, dove l'architettura organica cristiana dimostra che anche il mattone più povero, se ordinato secondo la sapienza di Dio, può diventare "pietra viva" ispirata dall'Amore divino che redime e santifica.
In definitiva, questo dialogo tra la sapienza di San Tommaso d'Aquino e il genio di Gaudí, converge nella convinzione che la bellezza sia lo splendore della verità.
Gaudí diceva che "per fare bene le cose, è necessario innanzitutto l'amore, e poi la tecnica". In questo, è stato l'allievo perfetto di quell'Aquinate che ha cercato Dio tanto con il cuore quanto con la ragione.
Nessun commento:
Posta un commento