San Tommaso d'Aquino e l'architettura organica cristiana
di Carlo Sarno
ARMONIA TRA FEDE, RAGIONE E NATURA
La relazione tra la dottrina di San Tommaso d’Aquino (tomismo) e l'architettura organica cristiana si fonda sull'armonia tra fede, ragione e natura, intesa come un organismo vivente e strutturato che riflette l'ordine divino.
1. La Cattedrale come "Summa" (Parallelo Storico)
Secondo lo storico dell'arte Erwin Panofsky, esiste un nesso diretto tra la filosofia scolastica di San Tommaso e l'architettura gotica, che può essere considerata il precursore spirituale dell'organicismo cristiano.
Manifestatio: Come San Tommaso cercava di rendere chiara e sistematica la fede attraverso la ragione, l'architettura esprime visibilmente la sua struttura interna (archi rampanti, volte) rendendola "leggibile".
Concordantia: L'edificio armonizza elementi opposti (luce e pietra, peso e slancio), riflettendo lo sforzo tomista di conciliare rivelazione e filosofia aristotelica.
2. Principi Estetici Tomisti nell'Architettura Organica
L'architettura organica cristiana contemporanea (sviluppata da autori come Carlo Sarno) applica i tre criteri della bellezza definiti da San Tommaso: integritas (interezza), consonantia (armonia delle parti) e claritas (splendore della forma). Integritas: L'edificio deve essere un'unità organica completa, dove nessuna parte è superflua.
Consonantia: L'opera deve integrarsi con l'ambiente circostante e con le necessità umane, trattando l'architettura come un "organismo" che cresce e si adatta, non come una scatola imposta al paesaggio.
Concordantia: L'edificio armonizza elementi opposti (luce e pietra, peso e slancio), riflettendo lo sforzo tomista di conciliare rivelazione e filosofia aristotelica.
2. Principi Estetici Tomisti nell'Architettura Organica
L'architettura organica cristiana contemporanea (sviluppata da autori come Carlo Sarno) applica i tre criteri della bellezza definiti da San Tommaso: integritas (interezza), consonantia (armonia delle parti) e claritas (splendore della forma). Integritas: L'edificio deve essere un'unità organica completa, dove nessuna parte è superflua.
Consonantia: L'opera deve integrarsi con l'ambiente circostante e con le necessità umane, trattando l'architettura come un "organismo" che cresce e si adatta, non come una scatola imposta al paesaggio.
Claritas: L'opera come rivelatrice della luce divina che trasfigura la materia..
3. La Natura come Rivelazione
Per San Tommaso, la realtà creata possiede i "trascendentali" (unità, verità, bontà, bellezza) perché partecipa dell'essere di Dio. L'architettura organica cristiana interpreta questo principio cercando un equilibrio tra uomo e natura: L'uso di materiali naturali e forme che richiamano la vita biologica non è solo un vezzo estetico, ma un modo per onorare la creazione divina.
L'edificio diventa un luogo in cui l'uomo può fare esperienza della Verità rivelata attraverso la bellezza sensibile.
4. Visione Antropologica
La dottrina tomista vede l'anima come "forma" del corpo. Analogamente, nell'architettura organica, lo spazio interno (l'anima dell'edificio) determina la forma esterna (il corpo), creando una coerenza vitale che risponde alla missione spirituale della Chiesa.
La relazione tra la dottrina di San Tommaso d’Aquino e l'architettura organica cristiana rivela un legame profondo tra la metafisica dell'essere e la creazione dello spazio sacro.
1. La Metafisica del "Corpo e Anima" dello Spazio
Per San Tommaso, l'essere umano è un'unità sostanziale di anima e corpo, dove l'anima è la "forma" che organizza e dà vita alla materia.
3. La Natura come Rivelazione
Per San Tommaso, la realtà creata possiede i "trascendentali" (unità, verità, bontà, bellezza) perché partecipa dell'essere di Dio. L'architettura organica cristiana interpreta questo principio cercando un equilibrio tra uomo e natura: L'uso di materiali naturali e forme che richiamano la vita biologica non è solo un vezzo estetico, ma un modo per onorare la creazione divina.
L'edificio diventa un luogo in cui l'uomo può fare esperienza della Verità rivelata attraverso la bellezza sensibile.
4. Visione Antropologica
La dottrina tomista vede l'anima come "forma" del corpo. Analogamente, nell'architettura organica, lo spazio interno (l'anima dell'edificio) determina la forma esterna (il corpo), creando una coerenza vitale che risponde alla missione spirituale della Chiesa.
La relazione tra la dottrina di San Tommaso d’Aquino e l'architettura organica cristiana rivela un legame profondo tra la metafisica dell'essere e la creazione dello spazio sacro.
1. La Metafisica del "Corpo e Anima" dello Spazio
Per San Tommaso, l'essere umano è un'unità sostanziale di anima e corpo, dove l'anima è la "forma" che organizza e dà vita alla materia.
Applicazione architettonica: Nell'architettura organica cristiana, il progetto non nasce da un'estetica esterna imposta (scatola muraria), ma da una "necessità interna". Lo spazio liturgico (l'anima) genera la struttura esterna (il corpo), assicurando che ogni elemento architettonico sia una risposta vitale a una funzione spirituale.
2. I Trascendentali e i Criteri di Bellezza (Pulchrum)
La dottrina tomista definisce il Bello attraverso tre proprietà fondamentali, che l'architettura organica traduce in principi costruttivi:
2. I Trascendentali e i Criteri di Bellezza (Pulchrum)
La dottrina tomista definisce il Bello attraverso tre proprietà fondamentali, che l'architettura organica traduce in principi costruttivi:
Integritas (Interezza): Ogni parte dell'edificio deve concorrere all'unità dell'organismo. Non ci sono decorazioni "aggiunte"; la bellezza risiede nella compiutezza della struttura stessa.
Consonantia (Armonia): Si riferisce al rapporto proporzionale tra le parti e all'integrazione dell'edificio nel suo contesto naturale (il sito). Come la grazia non distrugge la natura ma la perfeziona, l'architettura organica non viola il paesaggio ma lo eleva.
Claritas (Splendore della Forma): È la leggibilità della verità interna. Nell'architettura organica cristiana, ciò si traduce nell'uso della luce e della trasparenza per rendere "chiara" la presenza del divino nella materia.
3. La Teoria della Conoscenza e l'Esperienza Sensibile
Tommaso sostiene che "nulla è nell'intelletto che non sia prima passato dai sensi".
Consonantia (Armonia): Si riferisce al rapporto proporzionale tra le parti e all'integrazione dell'edificio nel suo contesto naturale (il sito). Come la grazia non distrugge la natura ma la perfeziona, l'architettura organica non viola il paesaggio ma lo eleva.
Claritas (Splendore della Forma): È la leggibilità della verità interna. Nell'architettura organica cristiana, ciò si traduce nell'uso della luce e della trasparenza per rendere "chiara" la presenza del divino nella materia.
3. La Teoria della Conoscenza e l'Esperienza Sensibile
Tommaso sostiene che "nulla è nell'intelletto che non sia prima passato dai sensi".
L'organismo architettonico: L'architettura organica cristiana sfrutta materiali naturali (pietra, legno, mattoni) e texture tattili per coinvolgere tutti i sensi del fedele. Il percorso fisico all'interno dell'edificio diventa una metafora del cammino spirituale, portando la mente dalle cose sensibili (l'architettura) alle realtà invisibili (Dio).
4. L'Architettura come "Amore" (Teoria di Carlo Sarno)
Esponenti contemporanei come Carlo Sarno identificano l'architettura organica con l'atto dell'Amore cristiano. In questa visione, progettare "organicamente" significa accogliere la vita dell'uomo e della natura con lo stesso spirito di servizio e armonia che San Tommaso attribuisce all'ordine della carità. L'edificio non è un oggetto di consumo, ma un "organismo di pace" che facilita l'incontro tra il Creatore e la creatura.
5. Il nesso Panofsky: Razionalità e Struttura
Lo storico Erwin Panofsky ha evidenziato come la Summa di San Tommaso abbia influenzato la logica del gotico (antenato spirituale dell'organicismo): la necessità di esporre la struttura portante (archi, pilastri) risponde al desiderio scolastico di rendere la fede "ragionevole" e trasparente alla mente. L'architettura organica cristiana prosegue questo compito, cercando di rendere la fede visibile attraverso una struttura che "vive" e "respira".
ANTROPOLOGIA COME UNITA' DI ANIMA E CORPO
La visione antropologica di San Tommaso d'Aquino si relaziona all'architettura organica cristiana attraverso la concezione dell'essere umano come unità sostanziale di anima e corpo, trasformando lo spazio costruito in un'estensione della natura umana stessa.
Questa relazione si articola in tre punti fondamentali:
1. L'Unità Ilomorfica (Materia e Forma)
Per San Tommaso, l'uomo non è solo spirito o solo materia, ma un'unione inscindibile dove l'anima è la "forma" del corpo.
4. L'Architettura come "Amore" (Teoria di Carlo Sarno)
Esponenti contemporanei come Carlo Sarno identificano l'architettura organica con l'atto dell'Amore cristiano. In questa visione, progettare "organicamente" significa accogliere la vita dell'uomo e della natura con lo stesso spirito di servizio e armonia che San Tommaso attribuisce all'ordine della carità. L'edificio non è un oggetto di consumo, ma un "organismo di pace" che facilita l'incontro tra il Creatore e la creatura.
5. Il nesso Panofsky: Razionalità e Struttura
Lo storico Erwin Panofsky ha evidenziato come la Summa di San Tommaso abbia influenzato la logica del gotico (antenato spirituale dell'organicismo): la necessità di esporre la struttura portante (archi, pilastri) risponde al desiderio scolastico di rendere la fede "ragionevole" e trasparente alla mente. L'architettura organica cristiana prosegue questo compito, cercando di rendere la fede visibile attraverso una struttura che "vive" e "respira".
ANTROPOLOGIA COME UNITA' DI ANIMA E CORPO
La visione antropologica di San Tommaso d'Aquino si relaziona all'architettura organica cristiana attraverso la concezione dell'essere umano come unità sostanziale di anima e corpo, trasformando lo spazio costruito in un'estensione della natura umana stessa.
Questa relazione si articola in tre punti fondamentali:
1. L'Unità Ilomorfica (Materia e Forma)
Per San Tommaso, l'uomo non è solo spirito o solo materia, ma un'unione inscindibile dove l'anima è la "forma" del corpo.
In Architettura: L'architettura organica rifiuta l'edificio come "scatola" pre-confezionata. Lo spazio interno (l'anima/funzione) deve generare organicamente la forma esterna (il corpo/materia). La struttura non è un involucro vuoto, ma la manifestazione visibile della vita e delle attività che ospita.
2. L'Uomo come "Capax Dei" (Capace di Dio)
L'antropologia tomista definisce l'uomo come un essere naturalmente orientato alla trascendenza, capace di conoscere il Creatore attraverso le creature.
2. L'Uomo come "Capax Dei" (Capace di Dio)
L'antropologia tomista definisce l'uomo come un essere naturalmente orientato alla trascendenza, capace di conoscere il Creatore attraverso le creature.
In Architettura: L'architettura organica cristiana utilizza materiali naturali (pietra, legno, luce) per creare un ambiente che non separi l'uomo dal creato, ma lo aiuti a percepire il divino attraverso la natura. L'edificio diventa un "organismo" che facilita l'ascesa intellettuale e spirituale del fedele, rispettando la sua dignità di creatura razionale.
3. La Centralità della Persona e dei Sensi
Tommaso sostiene che la conoscenza umana inizi dai sensi (nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu).
3. La Centralità della Persona e dei Sensi
Tommaso sostiene che la conoscenza umana inizi dai sensi (nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu).
In Architettura: L'approccio organico mette al centro l'esperienza sensoriale e il benessere dell'uomo nel suo ambiente. La luce, le proporzioni basate sulla scala umana e il contatto visivo con il verde non sono solo elementi estetici, ma rispondono alla necessità antropologica di un'armonia tra lo spirito e l'ambiente fisico per favorire la preghiera e la vita comunitaria.
4. L'Architettura come Atto di Carità
Seguendo la visione di autori come Carlo Sarno, l'architettura organica è intesa come un atto di "amore" che serve l'uomo nella sua interezza. Progettare organicamente significa rispettare la "legge naturale" iscritta nel cuore umano, creando spazi che proteggano la vita e promuovano l'armonia sociale, riflettendo l'ordine e la bontà del piano divino.
La relazione tra la visione antropologica di San Tommaso e l'architettura organica cristiana si focalizza sulla concezione dell'uomo come unità indissolubile (sinolo) e sulla sua partecipazione attiva all'opera creatrice di Dio.
1. Il Sinolo Tomista come Modello Architettonico
Per Tommaso, l'uomo non è "un'anima che abita un corpo" (visione platonica), ma un'unione in cui l'anima intellettiva è l'unica forma sostanziale che dà vita e struttura alla materia.
4. L'Architettura come Atto di Carità
Seguendo la visione di autori come Carlo Sarno, l'architettura organica è intesa come un atto di "amore" che serve l'uomo nella sua interezza. Progettare organicamente significa rispettare la "legge naturale" iscritta nel cuore umano, creando spazi che proteggano la vita e promuovano l'armonia sociale, riflettendo l'ordine e la bontà del piano divino.
La relazione tra la visione antropologica di San Tommaso e l'architettura organica cristiana si focalizza sulla concezione dell'uomo come unità indissolubile (sinolo) e sulla sua partecipazione attiva all'opera creatrice di Dio.
1. Il Sinolo Tomista come Modello Architettonico
Per Tommaso, l'uomo non è "un'anima che abita un corpo" (visione platonica), ma un'unione in cui l'anima intellettiva è l'unica forma sostanziale che dà vita e struttura alla materia.
Parallelismo: Nell'architettura organica, l'edificio non è un contenitore inerte. Lo spazio interno (l'anima del progetto) e la struttura esterna (il corpo) devono nascere insieme come un organismo unico. Questa coerenza ilomorfica (tra materia e forma) assicura che ogni colonna, volta o apertura non sia un'aggiunta estetica, ma una "necessità vitale" dell'organismo architettonico.
2. La Conoscenza Sensibile e lo Spazio Sacro
L'antropologia tomista pone l'esperienza dei sensi come porta necessaria per l'intelletto ("l'anima conosce le forme solo attraverso l'esperienza sensibile").
2. La Conoscenza Sensibile e lo Spazio Sacro
L'antropologia tomista pone l'esperienza dei sensi come porta necessaria per l'intelletto ("l'anima conosce le forme solo attraverso l'esperienza sensibile").
In Architettura: L'architettura organica cristiana trasforma questo principio in un'estetica del coinvolgimento multisensoriale. L'uso di materiali naturali, lo studio della luce e l'acustica non servono solo al comfort, ma sono strumenti per "istruire" l'anima attraverso i sensi, guidando il fedele verso la comprensione del sacro attraverso la bellezza tangibile del creato.
3. L'Uomo come Collaboratore della Creazione
Secondo Tommaso, l'uomo partecipa alla natura di Dio attraverso l'intelletto e la creatività. Mentre le cose naturali hanno una forma interna, quelle artificiali ricevono una forma esterna dall'artificatore, ma l'atto del "fare" dell'uomo è un'estensione dell'agire divino.
3. L'Uomo come Collaboratore della Creazione
Secondo Tommaso, l'uomo partecipa alla natura di Dio attraverso l'intelletto e la creatività. Mentre le cose naturali hanno una forma interna, quelle artificiali ricevono una forma esterna dall'artificatore, ma l'atto del "fare" dell'uomo è un'estensione dell'agire divino.
In Architettura: Carlo Sarno e altri teorici dell'organicismo cristiano vedono l'architetto come un collaboratore di Dio che "libera" la forma contenuta nella materia e nel sito. Progettare con amore e armonia con la natura diventa un riflesso della carità divina e del rispetto per l'ordine naturale voluto dal Creatore.
4. La Centralità della Persona
L'antropologia tomista esalta l'individuo come soggetto libero e dotato di dignità.
4. La Centralità della Persona
L'antropologia tomista esalta l'individuo come soggetto libero e dotato di dignità.
In Architettura: Questo si traduce in uno spazio progettato "a misura d'uomo", che rifiuta la monumentalità alienante. L'edificio organico accoglie il fedele come una casa, favorendo la comunione e la partecipazione attiva richiesta dalla liturgia post-conciliare, in piena sintonia con la visione di un uomo chiamato alla relazione con Dio e con i fratelli.
LA DOTTRINA DEL BELLO
LA DOTTRINA DEL BELLO
La relazione tra la dottrina del Bello di San Tommaso d'Aquino e l'architettura organica cristiana si articola nel concetto di bellezza come "splendore della verità" e come organismo vivente.
Mentre il razionalismo architettonico si basa su schemi rigidi, l'organicismo cristiano mediato dal tomismo vede l'edificio come un ente che "partecipa" alla vita divina attraverso la sua struttura.
1. La Bellezza come "Visio" e Conoscenza
Per Tommaso, "pulchra sunt quae visa placent" (bello è ciò che, visto, compiace). Questo non è un soggettivismo, ma un processo conoscitivo:
In Architettura: La bellezza organica non è un decoro superficiale, ma la percezione intellettuale della ragionevolezza della forma. Il fedele, entrando in una chiesa organica, "legge" la verità della fede attraverso l'armonia sensibile dello spazio.
Esperienza Sensibile: Poiché la conoscenza inizia dai sensi, l'architettura deve usare materiali naturali (legno, pietra) e luce reale per guidare la mente verso l'astratto e il divino.
2. Integritas (Interezza) e il Rifiuto del Superfluo
L'integritas tomista (l'interezza dell'essere) implica che nulla manchi a ciò che è necessario alla natura di una cosa.
Esperienza Sensibile: Poiché la conoscenza inizia dai sensi, l'architettura deve usare materiali naturali (legno, pietra) e luce reale per guidare la mente verso l'astratto e il divino.
2. Integritas (Interezza) e il Rifiuto del Superfluo
L'integritas tomista (l'interezza dell'essere) implica che nulla manchi a ciò che è necessario alla natura di una cosa.
Organismo Architettonico: Nell'architettura organica cristiana, questo si traduce nel principio di necessità strutturale. Se una parte dell'edificio può essere rimossa senza che l'insieme ne soffra, quell'elemento non è organico. Ogni pilastro o curva deve avere una funzione vitale (statica o liturgica), riflettendo l'integrità delle opere di Dio.
3. Consonantia: L'Armonia tra Grazia e Natura
San Tommaso afferma che "la grazia non distrugge la natura, ma la perfeziona".
Dialogo col Luogo: L'architettura organica (influenzata da Frank Lloyd Wright ma declinata in senso cristiano) non è una "violazione" della terra, ma un suo prodotto.
L'Uomo al Centro: La proporzione (consonantia) non è solo numerica, ma antropocentrica. L'edificio deve armonizzarsi con le necessità psicofisiche dell'uomo, creato a immagine di Dio, favorendo il suo benessere e la sua predisposizione alla preghiera.
L'Uomo al Centro: La proporzione (consonantia) non è solo numerica, ma antropocentrica. L'edificio deve armonizzarsi con le necessità psicofisiche dell'uomo, creato a immagine di Dio, favorendo il suo benessere e la sua predisposizione alla preghiera.
Nell'Architettura Organica: L'edificio deve essere in "consonanza" non solo internamente, ma anche con il suo contesto naturale e con l'uomo. L'armonia organica cristiana cerca un equilibrio tra l'opera dell'uomo e la natura creata da Dio, evitando contrasti violenti e favorendo l'integrazione del costruito nel paesaggio.
4. Claritas: La Trasparenza dell'Essere (Splendore della Forma)
La claritas è lo splendore che emana dalla forma quando questa è pienamente realizzata. La claritas è la capacità di un oggetto di rivelare la sua verità interna e, in ultima analisi, la sua origine divina.
Luce e Verità: Nelle opere di architetti organici cristiani, la luce non è solo illuminazione, ma elemento costruttivo che rende "trasparente" la struttura. La claritas tomista si realizza quando l'edificio smette di essere un muro opaco e diventa un filtro che rivela la presenza di Dio nella creazione.
Nell'Architettura Organica: In ambito cristiano, la luce che penetra le forme organiche diventa simbolo della Verità che illumina l'intelletto, rendendo lo spazio sacro un'epifania del divino.
4. Il Bello come via verso il Vero e il Bene
Per la dottrina tomista, il Bello è un "trascendentale" strettamente legato al Vero e al Bene.
Per la dottrina tomista, il Bello è un "trascendentale" strettamente legato al Vero e al Bene.
Applicazione Pratica: L'architettura organica cristiana non cerca la bellezza come fine a se stessa (estetismo), ma come strumento per condurre il fedele alla Verità rivelata. Uno spazio "bello" secondo i criteri tomisti è intrinsecamente un luogo "buono" per l'uomo, poiché ne rispetta la dignità e ne favorisce l'incontro con Dio attraverso i sensi.
5. L'Architettura come "Ars" e Amore
Per Tommaso, l'arte è la "retta conoscenza delle cose da farsi". Teorici contemporanei come Carlo Sarno portano avanti questo concetto, definendo l'architettura organica come un atto di Amore.
Progettare organicamente significa agire come "co-creatori", ordinando la materia secondo il Bene e la Verità, affinché l'opera architettonica non sia solo un oggetto, ma un organismo che testimonia la gloria di Dio.
UN ESEMPIO ATTUALE
Ecco l'applicazione dei principi tomisti a quest'opera:
1. Integritas (L'Unità Necessaria)
Per San Tommaso, un'opera è bella quando non le manca nulla di ciò che le è essenziale e non ha nulla di superfluo.
A Riola: La struttura è costituita da archi asimmetrici in cemento armato che portano l'edificio e, allo stesso tempo, definiscono lo spazio interno. Non c'è distinzione tra "scheletro" e "pelle". Se togliessimo un solo arco, l'edificio crollerebbe sia fisicamente che esteticamente. Questa integrità strutturale riflette l'idea tomista che la perfezione risiede nella compiutezza dell'essere.
Per San Tommaso, un'opera è bella quando non le manca nulla di ciò che le è essenziale e non ha nulla di superfluo.
A Riola: La struttura è costituita da archi asimmetrici in cemento armato che portano l'edificio e, allo stesso tempo, definiscono lo spazio interno. Non c'è distinzione tra "scheletro" e "pelle". Se togliessimo un solo arco, l'edificio crollerebbe sia fisicamente che esteticamente. Questa integrità strutturale riflette l'idea tomista che la perfezione risiede nella compiutezza dell'essere.
2. Consonantia (L'Armonia tra Grazia e Natura)
Tommaso afferma che la grazia "perfeziona la natura". Nell'architettura organica di Aalto, l'edificio non si oppone al paesaggio appenninico, ma lo asseconda.
Il rapporto col luogo: Gli archi degradanti della chiesa riprendono il profilo delle colline circostanti e l'andamento del fiume Reno che scorre accanto. Questa consonanza è la traduzione architettonica dell'armonia tomista: l'opera dell'uomo (l'arte) si inserisce nell'ordine della creazione (la natura) senza violentarla, elevandola a luogo sacro.
3. Claritas (Lo Splendore della Verità attraverso la Luce)
La claritas tomista è la capacità della forma di rivelare la sua essenza.
La luce zenitale: Aalto utilizza grandi vetrate a nastro poste tra i setti degli archi. La luce non colpisce direttamente il fedele, ma scivola sulle pareti bianche e curve, illuminando lo spazio in modo diffuso e "chiaro". Questa luce "rivelatrice" incarna il concetto di claritas: la struttura interna della chiesa viene svelata dalla luce stessa, rendendo l'ambiente un'immagine della Verità che illumina l'intelletto.
4. Visione Antropologica: L'Uomo come "Unità di Senso e Intelletto"
San Tommaso sostiene che la conoscenza spirituale parta dai sensi.
L'esperienza umana: Aalto progetta l'interno partendo dalla posizione del fedele. Lo spazio è asimmetrico e converge verso l'altare, creando un senso di accoglienza e partecipazione (comunità). L'uso di materiali caldi (come il legno per gli arredi e la pietra locale per l'esterno) parla ai sensi dell'uomo, rispettando la sua dignità di creatura in carne e ossa che, attraverso il benessere fisico dello spazio, è facilitata nell'elevazione spirituale.
5. Ilomorfismo: L'Anima dello Spazio
In termini tomisti, l'anima è la forma del corpo.
La genesi organica: La "forma" della chiesa di Riola non è una scatola quadrata decisa a priori, ma nasce dalla funzione liturgica (l'anima) che modella la materia (il cemento). Gli archi sembrano "crescere" dal suolo come costole di un organismo vivente. Questo riflette perfettamente l'idea di Tommaso di un organismo unitario dove la funzione interna determina l'espressione esterna.
La chiesa di Riola di Alvar Aalto non è solo un capolavoro di design, ma è una "Summa Teologica in cemento e luce", dove la razionalità del progetto (la ragione) si sposa con il rispetto del creato (la natura) per servire il culto divino (la fede).
LA DOTTRINA DELL'EUCARISTIA DI SAN TOMMASO
La relazione tra la dottrina dell'Eucaristia di San Tommaso e l'architettura organica cristiana (AOC) si fonda sulla concezione del sacramento come centro vitale che genera e ordina l'intero organismo architettonico.
Mentre nelle cattedrali storiche l'Eucaristia era il fine ultimo di un percorso lineare, nell'organicismo cristiano essa diventa il cuore pulsante da cui scaturisce la forma stessa dell'edificio.
1. La Transustanziazione e la Verità della Materia
San Tommaso definisce la transustanziazione come il mutamento della sostanza del pane in quella del corpo di Cristo, mentre rimangono intatti gli "accidenti" (aspetto, colore, sapore).
Relazione architettonica: L'architettura organica cristiana onora la "verità dei materiali" (materia come accidente che rivela una sostanza divina). L'edificio non deve nascondere la sua natura (cemento, pietra, legno), ma elevarla attraverso la luce affinché diventi un "segno sensibile" della presenza reale di Dio, rispecchiando il principio tomista secondo cui la grazia agisce attraverso la materia.
2. Il "Sacramento della Carità" come Forza Generatrice
Per l'Aquinate, l'Eucaristia è il sacramentum caritatis (sacramento dell'amore) che unifica il Corpo Mistico della Chiesa.
Relazione architettonica: Teorici dell'AOC come Carlo Sarno sostengono che l'architettura debba nascere da un atto di amore e servizio. Lo spazio non è una scatola rigida, ma un organismo che "abbraccia" i fedeli attorno all'altare. La pianta organica (spesso curva o centripeta) simboleggia l'unione dei membri in un unico corpo che respira attorno al sacrificio eucaristico.
3. L'Eucaristia come "Fulcro e Sorgente" (Culmen et Fons)
San Tommaso insegna che l'Eucaristia contiene tutto il bene spirituale della Chiesa.
Relazione architettonica: Nell'architettura organica cristiana, l'altare e il tabernacolo non sono elementi aggiunti, ma il punto di origine del progetto. Come in un organismo vivente il cuore determina la circolazione del sangue, nell'AOC l'Eucaristia determina la "circolazione" dei fedeli e la gerarchia degli spazi. La forma dell'edificio sembra scaturire dall'azione liturgica, rendendo visibile la dottrina dell'Eucaristia come principio ordinatore della vita cristiana.
4. Integritas e Claritas nel Mistero Eucaristico
Tommaso collega la bellezza eucaristica alla sua capacità di significare l'unione con Dio.
Integritas: L'edificio organico deve essere un'unità indissolubile dove l'Eucaristia è la parte essenziale che dà senso al tutto.
Claritas: La luce nell'AOC serve a rendere "trasparente" il mistero. Attraverso vetrate e tagli di luce, lo spazio architettonico cerca di manifestare la gloria di Cristo presente sotto le specie eucaristiche, trasformando il tempio in una "epifania" della verità rivelata.
Se per San Tommaso l'Eucaristia è l'anima che vivifica la Chiesa, per l'architettura organica essa è la forma interna che modella lo spazio sacro, rendendolo un organismo vivo capace di accogliere e nutrire il popolo di Dio.
La relazione tra la dottrina eucaristica di San Tommaso d'Aquino e l'architettura organica cristiana (AOC) si focalizza su tre concetti chiave: la centralità del fulcro, la dinamica della partecipazione e la trasfigurazione della materia.
1. L'Eucaristia come "Forma" del Corpo (Logica Organica)
San Tommaso insegna che l'Eucaristia è il sacramento che costruisce la Chiesa come "Corpo Mistico". Nell'antropologia tomista, l'anima è la forma del corpo, ciò che lo rende un organismo vivente e non un ammasso di materia.
In Architettura: Nell'AOC, l'Eucaristia (l'azione liturgica sull'altare) agisce come l'anima del progetto. La forma dell'edificio non è decisa a priori (come un rettangolo neoclassico), ma "germoglia" attorno all'altare. L'altare diventa il cuore pulsante da cui si dipartono le linee di forza (muri, soffitti, percorsi), creando una coerenza vitale dove l'architettura è il "corpo" che manifesta visibilmente il mistero eucaristico.
2. Transustanziazione e la "Verità del Segno"
Tommaso dedica gran parte della Summa Theologiae (IIIª q. 75) a spiegare come Cristo sia realmente presente sotto le specie (accidenti) del pane e del vino. Egli enfatizza che il sacramento deve essere un segno efficace.
In Architettura: L'architettura organica rifiuta il "falso" (finti marmi, decorazioni di plastica, strutture nascoste). Utilizza materiali "sinceri" — pietra, legno grezzo, cemento a vista — perché ritiene che solo la verità della materia possa servire degnamente il mistero della Verità eucaristica. Come il pane è vero pane, la pietra della chiesa organica deve essere vera pietra, elevata dalla luce a dignità sacramentale.
3. La "Circumincessio" e il Movimento dell'Assemblea
Per San Tommaso, l'Eucaristia non è un oggetto statico da ammirare, ma un atto di comunione che unisce i fedeli tra loro e con Dio.
In Architettura: Mentre l'architettura tradizionale è spesso gerarchica e lineare (una fila di banchi verso un fondo lontano), l'architettura organica cristiana tende a forme avvolgenti e centripete (come nella chiesa di Riola di Aalto o nelle teorie di Carlo Sarno). Queste linee curve riflettono la dottrina tomista dell'unione dei fedeli nel Corpo Mistico: l'architettura "abbraccia" l'assemblea, rendendo lo spazio un organismo dove non ci sono spettatori, ma membra attive di un unico corpo che respira attorno all'Eucaristia.
4. La "Claritas" Eucaristica: La Luce come Presenza
Nel celebre inno Adoro Te Devote, San Tommaso scrive che la divinità è nascosta, ma si rivela alla fede attraverso la Parola.
In Architettura: L'AOC utilizza la luce naturale non come illuminazione generica, ma come elemento che "rivela" lo spazio sacro. Spesso, nei progetti organici, un raggio di luce zenitale cade direttamente sull'altare. Questo non è un effetto teatrale, ma la traduzione della claritas tomista: la luce rende "chiara" la presenza del trascendente nella materia, guidando l'intelletto dal visibile (l'architettura) all'invisibile (Cristo nell'Eucaristia).
5. Il nesso con l'Architettura come "Amore"
Carlo Sarno, principale teorico dell'AOC, lega direttamente l'Eucaristia all'atto del progettare. Se l'Eucaristia è il supremo atto d'amore di Dio, l'architettura che la ospita deve essere "un atto d'amore" architettonico. Ciò significa progettare spazi che non opprimano l'uomo, ma che ne rispettino la natura biologica e spirituale, creando un ambiente "organico" che faciliti l'assimilazione del fedele a Cristo, fine ultimo della dottrina eucaristica tomista.
Per San Tommaso l'Eucaristia è ciò che rende la Chiesa "viva"; per l'architettura organica, l'Eucaristia è ciò che rende lo spazio "organico", trasformando un edificio in un organismo di grazia.
UN ESEMPIO ATTUALE
La Chiesa dell’Immacolata Concezione a Longarone, capolavoro di Giovanni Michelucci, è forse l'esempio più potente di come la dottrina eucaristica di San Tommaso possa incarnarsi in un'architettura che è allo stesso tempo "organica" (perché viva e pulsante) e "cristiana" (perché radicata nel mistero).
Ecco l'applicazione dei principi tomisti a quest'opera, nata sulle macerie della tragedia del Vajont:
1. L'Eucaristia come "Vita" del Corpo (Logica del Sinolo)
Per San Tommaso, l'Eucaristia è il centro del Corpo Mistico; l'anima (forma) dà vita alla materia (corpo).
A Longarone: Michelucci progetta la chiesa come una doppia spirale di cemento che sale verso il cielo. Non è una scatola statica, ma un organismo che sembra "nascere" dalla terra martoriata. L'altare è il fulcro da cui parte il movimento ascendente. Qui la dottrina tomista si fa spazio: l'azione eucaristica (l'anima) modella la struttura (il corpo), creando un organismo architettonico che non è un oggetto, ma un processo vitale di risurrezione.
2. La Transustanziazione e la "Sincerità" della Materia
Tommaso insiste sulla verità della materia sacramentale (vero pane, vero vino).
A Longarone: L'uso del cemento a vista, con le venature del legno delle casseforme impresse sulla superficie, è una scelta di "verità". Non c'è finzione decorativa. Questa "verità della materia" riflette l'approccio tomista: la sacralità non risiede nel nascondere la materia povera, ma nell'elevarla a segno del divino. Il cemento diventa "pietra viva", partecipando simbolicamente alla trasformazione eucaristica.
3. La "Consonantia" tra Sacrificio e Comunità
San Tommaso definisce l'Eucaristia come Sacramentum Unitatis (Sacramento dell'Unità).
A Longarone: La pianta è circolare e avvolgente. L'assemblea si dispone su gradinate che abbracciano l'altare. Questa consonanza tra i fedeli e il sacrificio eucaristico abbatte la barriera tra "spettatori" e "celebranti". L'architettura diventa un corpo unico che respira attorno all'Eucaristia, traducendo spazialmente l'idea tomista dell'unione di tutte le membra nel Corpo di Cristo.
4. La "Claritas" e lo Spazio dei Sensi
Tommaso sostiene che la conoscenza spirituale inizi dai sensi e che la bellezza sia "lo splendore della forma" (claritas).
A Longarone: La luce non entra da vetrate istoriate, ma da fessure e tagli tra le grandi vele di cemento. La luce "scivola" sulle superfici curve, creando un gioco di ombre e chiaroscuri che coinvolge la vista e il senso del tatto. Questa esperienza sensibile è profondamente tomista: attraverso la bellezza drammatica e tangibile dello spazio, il fedele è condotto a intuire la gloria nascosta dell'Eucaristia.
5. L'Architettura come "Anfiteatro della Memoria"
Michelucci descrive la chiesa come un luogo dove la memoria del dolore si trasforma in speranza.
Relazione con Tommaso: San Tommaso insegna che l'Eucaristia è memoriale della Passione.
L'architettura organica di Longarone, con la sua forma che ricorda un anfiteatro o una tenda, accoglie il dolore umano (la natura) e lo offre sull'altare affinché sia trasfigurato dalla grazia. È la perfetta realizzazione dell'assioma tomista: "La grazia non distrugge la natura, ma la presuppone e la perfeziona".
In sintesi, la chiesa di Michelucci a Longarone non è solo un edificio, ma un organismo eucaristico dove il cemento si fa preghiera, la forma si fa accoglienza e il mistero tomista della transustanziazione trova un'eco nella trasformazione di una ferita storica in uno spazio trasfigurato di bellezza e comunione.
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