Progetto di Chiesa Conciliare nella Campagna Romana, AOC
di Carlo Sarno
Il progetto di Chiesa Conciliare, caratterizzata da un linguaggio formale più sobrio e bilanciato, incarna in modo maturo i principi dell'Architettura Organica Cristiana teorizzati dall'architetto Carlo Sarno. In questa progetto la drammaticità plastica viene filtrato e ricondotto a una purezza geometrica che favorisce il raccoglimento, la meditazione e l'armonia con il creato.
Di seguito viene esposta la descrizione della soluzione formale e spaziale alla luce dei cardini di questa teoria architettonica:
1. Il Dialogo Simbiotico con la Campagna Romana (Integrazione Paesaggistica)
In linea con il principio fondamentale dell'architettura organica — che rifiuta il distacco netto tra opera umana e natura —, l'edificio emerge dal suolo assecondando l'andamento collinare del territorio laziale.
• Morfologia: Le coperture si sviluppano attraverso onde cementizie e gusci parabolici fluidi ma calibrati, che richiamano la linea dei colli circostanti anziché imporsi in modo monumentale.
• Cromatismi e Materiali: Le finiture esterne abbandonano i forti contrasti materici per abbracciare tinte neutre, calde e sabbiose, vicine a quelle del travertino e del tufo locale, permettendo alla luce solare della campagna romana di modellare i volumi senza generare ombre aggressive. I pini marittimi e la vegetazione mediterranea del sagrato abbracciano la struttura, facendola apparire come un'estensione sacra del paesaggio stesso.
2. La Formalizzazione Esterna dei Poli Liturgici (Teoria Teandrica ed Ecclesiologica)
Secondo la visione di Carlo Sarno, l'esterno della chiesa non deve essere un mero guscio estetico, ma l'espressione visibile e simbolica del mistero sacramentale che si celebra all'interno:
• L'Ambone Esterno-Interno (Proclamazione del Vangelo): Sulla sinistra, il volume si protende in avanti con una grande prua vetrata e aggettante. Questa struttura accoglie l'ambone, concepito come un ponte tra la Chiesa Terrestre (i fedeli radunati sul sagrato o nell'aula) e la Chiesa Celeste. La sua linea, pur rimanendo slanciata, adotta un profilo geometrico più teso e meno aspro, simboleggiando la Parola di Dio che si manifesta con chiarezza e accoglienza verso il mondo.
• La Configurazione Assiale ed Escatologica: La successione dei volumi esterni culmina organicamente verso il punto più alto, dove si innesta il campanile a spirale. Questo andamento ascensionale simboleggia l'orientamento escatologico della comunità dei fedeli in cammino verso la Trinità.
3. I Segni della Sacralità e l'Amore Trinitario
I principi della progettazione "con Dio" descritti dall'architetto pongono l'accento sulla carità, sulla comunione e sulla verità espressiva. Questa sobrietà formale risponde proprio alla necessità di riflettere l'umiltà e la purezza evangelica:
• L'Ingresso a Grotta: Il portale principale è ricavato in un grande svaso ad arco che rievoca una grotta naturale, simbolo del sepolcro vuoto della Risurrezione e luogo di transizione protetto e fraterno, che invita ad entrare in uno spazio di comunione e pace.
• Le Croci nei Punti Culminanti: L'inserimento delle croci stilizzate sulle vette delle coperture e sul campanile funge da antenna spirituale. Esse non sono elementi decorativi aggiunti, ma la naturale prosecuzione delle linee strutturali della copertura, a dimostrazione che l'intera architettura è generata e redenta dal sacrificio di Cristo.
In sintesi, questa progetto della Chiesa Conciliare non rinuncia alla plasticità tipica dei maestri dell'architettura organica come Antoni Gaudí o Frank Lloyd Wright, ma la disciplina in una composizione solenne ed equilibrata. Lo spazio sussurra anziché gridare, traducendo la "Sacrosanctum Concilium" in linee architettoniche che celebrano la Luce e l'Amore Trinitario in perfetto accordo con la natura romana.




