Progetto di Villa nella regione di Kyoto
2° soluzione, AOC
Architetto Carlo Sarno
La seconda soluzione progettuale interpreta la teoria dell'architettura etno-futurista organica cristiana di Carlo Sarno attraverso un approccio più sofisticato e integrato. Se nella prima opzione la croce si mostrava come matrice geometrica evidente, qui il simbolo sacro non viene ripetuto o esibito, ma si dissolve e si integra nel significato profondo della villa, diventando un'esperienza spaziale e spirituale vissuta dall'abitatore.
1. La Croce Invisibile e la Trinità Spaziale
In questa soluzione, la croce non è un segno grafico ma una forza invisibile che organizza la vita e lo spazio, manifestandosi attraverso i volumi e i percorsi.
• L'Asse Cristologico e la Torre-Cappella: L'asse verticale ascensionale si sposta e culmina nella straordinaria torre-cappella intrecciata. La struttura elicoidale in legno non mostra una croce bidimensionale, ma convoglia lo sguardo e la preghiera verso un oculo celeste. La croce è l'asse stesso della torre, un fulcro spirituale attorno a cui ruota l'intero complesso, visibile dall'alto (pianta) come il centro geometrico di un vortice sacro.
• La Tripartizione dei Volumi (Simbologia Trinitaria): La pianta della villa risponde alla configurazione per 6 persone dividendosi in macro-aree organiche che dialogano tra loro, richiamando la Trinità. I tre corpi di fabbrica principali (la zona giorno/comunitaria, il blocco delle camere da letto disposte a raggiera e la torre-cappella) formano un organismo unitario dove ogni parte sussiste solo in relazione alle altre.
2. Il Concetto di "Vite e Tralci" nella Distribuzione per 6 Persone
L'organizzazione degli spazi per i 6 abitanti abbandona la simmetria classica per abbracciare una fluidità biologica che incarna la metafora evangelica della vite e dei tralci (Giovanni 15, 5).
• I Tralci (Le Camere): Le tre camere da letto matrimoniali si sviluppano lungo una parete curva continua che cinge il giardino interno, estendendosi come rami organici. Non sono corridoi rigidi, ma l'estensione naturale del percorso vetrato (engawa), offrendo intimità ai residenti pur mantenendoli legati al cuore della casa.
• La Vite (Il Corpo Centrale): La zona giorno e la cucina formano l'innesto principale della casa, il luogo della convivialità, aperto verso l'esterno grazie a vetrate a tutta altezza. Da qui si accede al patio, celebrando l'idea di una comunità che si nutre della stessa linfa vitale e spirituale.
3. L'Etno-Futurismo e la Doppia Natura della Copertura
La villa reinterpreta il tessuto urbano e la tradizione costruttiva di Kyoto proiettandola in una visione futuribile e sostenibile, unendo la terra al cielo.
• Tetti Giardino Fluidi: Le coperture si trasformano in veri e propri prati pensili ondulati che continuano il giardino circostante in verticale. Questo approccio organico simboleggia il rispetto per la Creazione e la custodia della Terra (principio dell'ecologia integrale cristiana).
• L'Intreccio Ligneo e la Luce della Grazia: Le strutture della cappella e delle volte interne utilizzano una tecnologia avanzata di incastri in legno parametrico, evoluzione futurista del kigumi giapponese. La luce solare zenitale non entra in modo diretto e violento, ma viene filtrata e frammentata dagli intrecci, ricreando l'effetto mistico della luce che penetra attraverso le fronde di un bosco sacro o le vetrate di una cattedrale.
4. Il Giardino e il Laghetto Koi: La Rigenerazione e il Cammino
Il giardino zen e il laghetto delle carpe Koi non sono elementi puramente estetici, ma stazioni di un percorso di riflessione interiore.
• La Geometria del Laghetto: Il laghetto centrale, dalla forma sinuosa e avvolgente, funge da specchio d'acqua che riflette la torre-cappella e il cielo. Rappresenta il catino battesimale originario, il luogo della purificazione e della rinascita quotidiana per i membri della casa.
• Il Cammino di Pietra: I camminamenti in pietra (tobi-ishi) che attraversano l'acqua e il giardino non sono rettilinei. Simboleggiano il cammino di fede del cristiano: un percorso meditativo, non privo di curve e scelte, che richiede attenzione e consapevolezza a ogni passo, conducendo l'abitatore dalla dimensione domestica a quella sacra della preghiera.




