mercoledì, gennaio 10, 2024

Progetto di Villa Sancta Maria nelle Alpi Svizzere , AOC, 1° soluzione, Architetto Carlo Sarno



Progetto di Villa Sancta Maria nelle Alpi Svizzere

AOC, 1° soluzione


Architetto Carlo Sarno

 


Il primo progetto della Villa Sancta Maria esprime l'essenza dell'architettura organica cristiana formulata da Carlo Sarno, in cui lo spazio costruito non è un semplice manufatto statico, ma un'estensione spirituale e biologica del creato. La composizione architettonica rifiuta la rigidità degli angoli retti a favore di linee curve e andamenti fluidi, modellandosi in perfetta simbiosi con la complessa topografia delle Alpi svizzere.

1. La Genesi della Forma e l'Integrazione con la Creazione
La struttura sorge dal terreno montano non come un'imposizione antropica, ma come un'emergenza naturale. La pietra locale delle murature e il legno delle grandi travi lamellari stabiliscono un dialogo materico diretto con le pareti rocciose e le foreste di conifere circostanti. Le coperture sinuose assecondano l'andamento dei rilievi, accogliendo il manto nevoso d'inverno e la vegetazione alpina d'estate, manifestando il principio organico della continuità tra architettura e paesaggio.

2. La Luce Divina e lo Spazio Sacro Integrato
Il cuore pulsante del progetto è la grande vetrata absidale, che funge da diaframma trasparente tra lo spazio domestico e l'immensità della natura. L'elemento della croce, integrato strutturalmente nella facciata vitrea e nella copertura, non è un simbolo meramente decorativo, ma l'asse ordinatore dello spazio. La luce solare, filtrando attraverso la grandiosa cupola geodetica e le ampie aperture, si fa metafora visibile della grazia divina che penetra la quotidianità dell'abitare, illuminando l'interno in modo dinamico nel corso della giornata.

3. La Geometria Cristocentrica del Percorso Interno
Lo sviluppo degli interni segue un andamento fluido, privo di barriere rigide, incarnando l'idea di una comunità domestica radunata attorno a un centro spirituale. I pilastri in legno si ramificano verso l'alto come alberi di una foresta sacra, sostenendo un soffitto a cassettoni curvi che converge verso il cielo. L'integrazione tra la zona giorno (soggiorno, cucina, pranzo) e gli spazi di raccoglimento riflette la visione di Sarno di una liturgia della vita quotidiana, dove l'atto del nutrirsi, del dialogare e del contemplare si fondono in un unico grande cammino di ascesa spirituale.






















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